Tale percezione genera frustrazione e un senso di svilimento per la dedizione quotidiana e l'alta professionalità che le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria dimostrano costantemente. Un primo e significativo punto di criticità risiede nella gestione delle progressioni di carriera.
Proposta per una gestione ottimizzata della formazione del personale di Polizia Penitenziaria, con particolare riferimento ai corsi per Allievi Agenti.
Richiesta di intervento urgente per la risoluzione delle criticità relative al requisito del titolo di studio nei concorsi per Allievi Agenti della Polizia Penitenziaria.
Il Presidente della CON.SI.PE. denuncia le crescenti difficoltà della Polizia Penitenziaria nella gestione dei detenuti con disturbi psichiatrici, aggravate dalla chiusura degli OPG e dall'insufficienza delle REMS. La presenza di questi detenuti nelle carceri ordinarie comporta gravi rischi per la sicurezza, soprattutto a causa della mancanza di formazione e risorse adeguate per il personale. Si evidenziano aggressioni in aumento e ritardi nei trasferimenti, già sanzionati dalla Corte Europea. Si richiede al Governo: aumento dei posti REMS, creazione di reparti psichiatrici specializzati, formazione mirata per gli agenti e miglior coordinamento tra istituzioni per tutelare diritti e sicurezza.
La scrivente Confederazione Sindacati Penitenziari (CON.SI.PE.) si fa portavoce della crescente preoccupazione del personale di Polizia Penitenziaria in merito alla problematica, ormai strutturale, dei congedi ordinari arretrati.
In particolare, si evidenzia come una significativa parte del personale si trovi nella condizione di dover smaltire ancora giorni di congedo relativi all'anno 2023 e, in alcuni casi, persino annualità precedenti. Tale situazione è ulteriormente aggravata dalla costante necessità di richiamo in servizio per esigenze lavorative, che di fatto impedisce una regolare e completa fruizione dei periodi di riposo spettanti. La scrivente Confederazione sottolinea come tale accumulo di congedi non smaltiti non solo rappresenti una mancata ottemperanza dei diritti dei lavoratori, ma incida negativamente sul loro benessere psicofisico e sulla loro motivazione, elementi imprescindibili per garantire l'efficacia e la sicurezza del sistema penitenziario.
Inoltre, si rammenta che, in linea teorica, i congedi relativi all'anno 2023 dovranno essere fruiti entro il giugno 2025, termine che, alla luce della situazione attuale, appare difficilmente raggiungibile per una considerevole aliquota di personale. Considerando la portata del problema e le sue potenziali ripercussioni sulla funzionalità degli istituti penitenziari, si ritiene non più procrastinabile un intervento organico e centralizzato da parte dell'Amministrazione Penitenziaria. A tal fine, si chiede con urgenza di avviare una ricognizione a livello nazionale per quantificare con precisione l'ammontare complessivo delle giornate di congedo arretrato accumulate dal personale.
La scrivente Confederazione Sindacati Penitenziari (CON.SI.PE.) esprime con fermezza la propria
preoccupazione per il persistente ritardo nell'erogazione degli arretrati e degli aggiornamenti stipendiali
relativi al triennio 2022-2024 per il personale del Corpo di Polizia Penitenziaria, nonostante la pubblicazione
del relativo D.P.R. in data 18 aprile u.s.
Tale ritardo genera disagio economico e demotivazione nel personale, che attende da tempo quanto
legittimamente dovuto per il proprio servizio.
Si sollecita, pertanto, un Suo urgente intervento per assicurare l'immediata liquidazione delle spettanze
economiche in questione, quale doveroso riconoscimento del fondamentale ruolo svolto dalla Polizia
Penitenziaria.
Proprio in considerazione della rilevanza della materia, desideriamo sottoporre alcune riflessioni e proposte operative, maturate dalla conoscenza diretta delle realtà penitenziarie, con l'intento di contribuire a un'applicazione della Sentenza che sia efficace e sostenibile.Una prima osservazion…
L'ipotesi di Accordo Sindacale, triennio 2022-2024, sottoscritta il 18 dicembre 2024 dalle Organizzazioni Sindacali della Polizia Penitenziaria, in attuazione dell'art. 1, comma 1, del d.lgs. 195/1995, manifesta ancora una volta la miopia che penalizza il Corpo, mortificando il lavoro silenziosamente svolto dai
Poliziotti Penitenziari rispetto a quello dei colleghi delle altre Forze di Polizia.