Difficoltà della Polizia Penitenziaria nella gestione dei detenuti con disturbi psichiatrici - APPELLO URGENTE.
Vi scrivo in qualità di Presidente della Confederazione Sindacati Penitenziari (CON.SI.PE.) per portare alla Vostra attenzione le gravi e crescenti problematiche che il personale di Polizia Penitenziaria affronta quotidianamente nella gestione dei detenuti con disturbi psichiatrici all'interno degli istituti penitenziari.
A seguito della chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG) nel 2015, il sistema penitenziario italiano si è trovato a fronteggiare una nuova e complessa realtà. Le Residenze per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS), pur concepite per un approccio più terapeutico, non sono riuscite a coprire il fabbisogno, generando lunghe liste d'attesa.
La conseguenza diretta e più grave di questa situazione è l'aumento esponenziale di persone con disturbi mentali all'interno delle carceri ordinarie. Si stima che in ogni istituto penitenziario italiano siano presenti almeno una decina di detenuti con patologie psichiatriche. Questa realtà ha un impatto devastante sulla sicurezza e sull'ordine negli Istituti.
Aumento delle Aggressioni e Rischio per il Personale: il personale di Polizia Penitenziaria è sempre più esposto a un numero crescente di aggressioni da parte di detenuti con disturbi psichiatrici. I nostri agenti si trovano a gestire situazioni di elevata complessità e imprevedibilità, spesso senza la formazione specifica e le risorse adeguate per affrontare tali casistiche. Molti detenuti psichiatrici, in particolare quelli con disturbi della personalità antisociale, necessitano primariamente di contenimento per i loro comportamenti violenti, piuttosto che di un'assistenza sanitaria intensiva che le carceri ordinarie non possono fornire. Questo crea un paradosso in cui le prigioni diventano, di fatto, il luogo di custodia per persone che non dovrebbero trovarvisi, con un onere insostenibile per il personale penitenziario, che non è formato per un ruolo terapeutico. La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha già condannato l'Italia per la detenzione illegittima di persone con problemi psichiatrici in carcere a causa dei
ritardi nei trasferimenti.
In diverse regioni d'Italia, le REMS sono totalmente assenti o insufficienti, costringendo i detenuti psichiatrici a rimanere in carcere per lunghi periodi in attesa di un posto. Questa disparità territoriale aggrava ulteriormente la pressione sul sistema penitenziario.
Chiediamo al Governo un intervento urgente e risolutivo per:
- Aumento Urgente dei Posti nelle REMS e Copertura Territoriale: è indispensabile incrementare rapidamente il numero di posti letto nelle REMS, eliminando le liste d'attesa e garantendo la presenza di strutture adeguate in ogni Regione, specialmente in quelle dove attualmente mancano.
- Creazione di Reparti Specializzati in Carcere: valutare l'istituzione di reparti psichiatrici specializzati all'interno degli istituti penitenziari per i soggetti con gravi disturbi
comportamentali che richiedono primariamente contenimento, come avviene in altri paesi. Si sottolinea la necessità che i reparti interni specializzati siano equiparati ai reparti clinici interni ad alcuni istituti penitenziari e, quindi, sotto responsabilità delle ASL territorialmente competenti. Questo alleggerirebbe il carico sulle REMS e fornirebbe un ambiente più idoneo e sicuro per la gestione di questi detenuti. - Formazione Specifica e Dotazioni per la Polizia Penitenziaria: è cruciale investire nella formazione continua e specializzata del personale di Polizia Penitenziaria per la gestione dei detenuti con disturbi psichiatrici, fornendo al contempo tutte le risorse, gli strumenti e le tutele necessarie per operare in sicurezza e dignità.
- Miglioramento del Coordinamento Inter-istituzionale: rafforzare la collaborazione tra l'Autorità Giudiziaria e i servizi sanitari per assicurare percorsi rapidi e appropriati per i detenuti psichiatrici, evitando la loro permanenza impropria in carcere.
Siamo convinti che solo un'azione congiunta e decisa possa garantire il rispetto dei diritti di queste persone e, al contempo, assicurare condizioni di lavoro sicure e dignitose per gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria.
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