COMUNICATO STAMPA
ROMA, 01 GIUGNO 2026 – I dati drammatici ed evidenziati dal report del sindacato Coina sulla sanità penitenziaria italiana – che denunciano la presenza di un solo infermiere per 600 detenuti nelle notti e nei weekend, uniti a oltre 4.500 aggressioni all'anno – certificano il definitivo collasso di un sistema che il Ministero della Giustizia sta tentando di coprire con una fitta cortina fumogena fatta di propaganda e retorica culturale. A dichiararlo è Mimmo Nicotra, Presidente della Confederazione Sindacati Penitenziari (CON.SI.PE.), commentando l'indagine che fotografa condizioni da terzo mondo negli istituti per adulti e una vera e propria deriva di violenza nei circuiti minorili, con un incremento del 60% delle aggressioni a Milano e Torino e devastazioni sistematiche a Casal del Marmo.
«Il report del Coina è un atto d'accusa spietato che condividiamo e supportiamo in toto – dichiara Mimmo Nicotra –. Le rivendicazioni dei professionisti della sanità non solo sono legittime, ma mettono a nudo la scandalosa distanza tra la narrazione del Guardasigilli e la realtà delle nostre sezioni detentive. Mentre il Ministro Carlo Nordio inaugura in pompa magna rassegne letterarie come "Libri Liberi" proprio all'IPM di Casal del Marmo, esortando i minori a "non avere paura della cultura", gli stessi istituti minorili e per adulti bruciano e rimangono privi del diritto costituzionale più elementare: la tutela della salute. Offrire classici della letteratura a ragazzi che vivono in strutture dove mancano medici, infermieri e persino l'acqua corrente nelle ore notturne, come ad Avellino, non è un progetto rieducativo, è una provocazione istituzionale».
Il Presidente del CON.SI.PE. punta il dito direttamente contro la gestione dei vertici di Via Arenula accusati di totale scollamento dalla realtà operativa dei reparti.
«Il Ministro Nordio preferisce la filosofia del diritto alla concretezza della gestione – incalza Nicotra –. Negli istituti metropolitani si tocca il 230% di sovraffollamento, l'85% delle somministrazioni di farmaci a Poggioreale avviene sotto minaccia costante, e a Rebibbia gli infortuni sul lavoro tra i sanitari sono aumentati del 30% per la carenza strutturale di organici. Chiedere un presidio fisso della Polizia Penitenziaria accanto agli infermieri, come giustamente reclama il Coina, è il minimo sindacale per garantire l'incolumità dei lavoratori, ma lo Stato non è in grado di assicurarlo perché ha svuotato anche gli organici del Corpo. È inaccettabile che il diritto alla salute e alla sicurezza sia subordinato alle passerelle mediatiche».
«La realtà quotidiana degli IPM e delle carceri per adulti è fatta di incendi, aggressioni fisiche quotidiane e, come documentato analiticamente dallo stesso report del Coina, da un rischio biologico enorme legato alla diffusione di Tbc, epatiti croniche e Hiv a causa del sovraffollamento oltre la soglia critica – conclude il leader del CON.SI.PE. –. Il tempo della retorica sul trattamento culturale a costo zero è scaduto. Il Ministro Nordio risponda del fallimento dell'assistenza sanitaria dovuta dallo Stato e metta in atto, insieme al Ministro Schillaci, un piano straordinario di investimenti per la sanità e per la sicurezza. I libri non possono sostituire i farmaci, né colmare il vuoto di un Goveno che ha abbandonato il personale in prima linea».
Con preghiera di massima diffusione e pubblicazione.
Ufficio Stampa CON.SI.PE.
Contatti: ufficiostampa@consipe.it
Mimmo Nicotra cell 3289335733 www.consipe.it
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