Piano edilizia penitenziaria 2025-2027- allarme organici Polizia Penitenziaria.

Onorevoli Presidenti,
scrivo in qualità di Presidente della Confederazione Sindacati Penitenziari (CON.SI.PE) per portare alla Vostra attenzione una criticità urgente che emerge dai recenti lavori della Cabina di Regia sull’edilizia penitenziaria.
Il Governo ha annunciato l'obiettivo di realizzare circa 11.000 nuovi posti detentivi entro il 2027, attraverso il recupero di strutture dismesse e la costruzione di nuovi padiglioni. Come organizzazione sindacale, non possiamo che guardare con favore a iniziative volte a ridurre l'inumano sovraffollamento che affligge le nostre carceri. Tuttavia, abbiamo il dovere di segnalare un rischio operativo gravissimo se tale piano non verrà accompagnato da misure parallele per il personale.

Le mura non si sorvegliano da sole.
L'apertura di nuovi spazi detentivi comporta, inevitabilmente, la necessità di coprire nuovi posti di servizio (portinerie, controllo sezioni, piantonamenti, sorveglianza perimetrale) su turni h24. Attualmente, il Corpo di Polizia Penitenziaria opera già con una carenza d'organico cronica, sopperendo alle mancanze con turni massacranti, accorpamento di posti di servizio e un sacrificio personale che ha portato i livelli di stress lavoro-correlato a soglie di guardia.
Se il Parlamento avallerà investimenti per "allargare" le carceri senza stanziare contestualmente le risorse per un Piano Straordinario di Assunzioni, il sistema collasserà.
Non è pensabile gestire 11.000 posti in più con l'attuale forza lavoro, né con il solo turnover ordinario. Pertanto, il CON.SI.PE chiede a tutti i Gruppi Parlamentari un impegno trasversale e concreto:

Vincolo di Contestualità: subordinare l'apertura di ogni nuovo padiglione o struttura all'effettiva assunzione e assegnazione del contingente di Polizia Penitenziaria necessario a garantirne la sicurezza e la funzionalità.
Revisione delle Piante Organiche: ricalcolare immediatamente il fabbisogno di personale non sulla capienza attuale, ma su quella proiettata al 2027, stanziando fin da ora le risorse nella Legge di Bilancio per colmare il gap.

Sicurezza sul Lavoro: garantire che i nuovi spazi siano progettati mettendo al centro non solo la detenzione, ma la sicurezza fisica e il benessere lavorativo degli operatori.
Non possiamo accettare la costruzione di "cattedrali nel deserto" o scatole vuote che, per essere gestite, richiederanno l'ulteriore sacrificio dei diritti dei poliziotti penitenziari. La sicurezza dello Stato e la dignità della pena passano in primis dalle gambe delle donne e degli uomini in divisa.

Certi della Vostra sensibilità istituzionale su un tema di tale delicatezza, restiamo a disposizione per un'audizione o un incontro conoscitivo.

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