Con la presente si intende sottoporre alla Vostra cortese attenzione una riflessione, franca e accorata, in merito alle misure contenute nello schema di decreto recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza, specificamente per quanto attiene all’articolo che prevede la trasformazione dell'…
La scrivente Confederazione Sindacati Penitenziari (CON.SI.PE.), intende sottoporre alla Vostra autorevole attenzione una riflessione urgente circa l'attuale stato di emergenza in cui versa il sistema penitenziario nazionale. Ci riferiamo, in particolare, alla cronica carenza di organico e ai liv…
Onorevoli Presidenti,scrivo in qualità di Presidente della Confederazione Sindacati Penitenziari (CON.SI.PE) per portare alla Vostra attenzione una criticità urgente che emerge dai recenti lavori della Cabina di Regia sull’edilizia penitenziaria.Il Governo ha annunciato l'obiettivo di realizzare …
Tali orientamenti sono stati enucleati anche nelle ultime circolari del Dipartimento, seppur applicate in maniera diversa e quasi con un intento discrezionale che sembrerebbe travalicare il dettato normativo alla base del riconoscimento del beneficio. Non desideriamo ripeterci su opinioni già lar…
Le scrivo in qualità di Presidente della Confederazione Sindacati Penitenziari (CONSI.PE) per portare alla Sua attenzione una situazione insostenibile che affligge il personale di Polizia Penitenziaria su tutto il territorio nazionale. Le nostre segnalazioni documentano da mesi criticità che, lun…
La presente per informare la S.V. in merito ad un increscioso episodio verificatosi in data odierna, lunedì 21 luglio 2025, durante il pranzo presso la mensa della Scuola di Formazione "Giovanni Falcone" di Roma, è stata constatata la presenza di formiche all'interno di una delle pietanze servite…
+++Roma, 1 luglio 2025+++– La Confederazione Sindacati Penitenziari (CON.SI.PE.), per voce del suo Presidente, Mimmo NICOTRA, esprime profonda e crescente preoccupazione per la drammatica situazione in cui versa il personale di Polizia Penitenziaria all'interno degli istituti di pena italiani, inclusi quelli di particolare complessità come Regina Coeli. Si denuncia un allarmante stato di abbandono del personale nelle sezioni, costretto a sopportare turni di lavoro massacranti che compromettono gravemente la sua incolumità e la sicurezza generale delle strutture. La cronica carenza di organico non è più sostenibile. Troppo spesso, un numero insufficiente di agenti è chiamato a gestire sezioni con decine e decine di detenuti, molti dei quali con problematiche complesse e comportamenti aggressivi. Questa condizione espone il personale a rischi inaccettabili, rendendo estremamente difficile garantire un controllo efficace e una pronta reazione in caso di eventi critici. La CON.SI.PE. ha rilevato una preoccupante diminuzione del personale effettivamente presente nelle sezioni durante il turno, in quanto il personale assegnato viene sistematicamente impiegato per altri compiti come visite ospedaliere, colloqui, traduzioni e sorveglianze a vista. Tale dinamica comporta che alla sorveglianza dei detenuti rimanga di fatto solo una o al massimo due unità, una situazione insostenibile e ad alto rischio per la sicurezza dei poliziotti e dell'istituto. "Non possiamo più tollerare che la sicurezza delle carceri e l'incolumità dei nostri agenti siano messe a repentaglio da decisioni che ignorano la realtà quotidiana," dichiara il Presidente Mimmo NICOTRA. "I nostri uomini e donne sono al limite, fisicamente e psicologicamente. I turni di servizio si allungano a dismisura, trasformandosi spesso in vere e proprie missioni estenuanti che minano la salute e la vita privata dei poliziotti. Questo non è solo un problema di benessere del personale, ma una grave falla nel sistema di sicurezza che può avere conseguenze disastrose per tutti." Inoltre, il CON.SI.PE. sottolinea con forza che le sorveglianze a vista non dovrebbero avvenire all'interno delle sezioni detentive. Tale prassi, oltre a esporre il personale a maggiori rischi e difficoltà operative, altera gravemente la regolare gestione della sezione, creando ulteriore disorganizzazione e carichi di lavoro non previsti. È impossibile per il personale svolgere otto ore continuative di sorveglianza a vista , un regime orario totalmente insostenibile che genera un carico di stress e fatica eccessivo, compromettendo la lucidità operativa e l'integrità psico-fisica degli agenti e, di conseguenza, la sicurezza complessiva dell'ambiente penitenziario. Questo si lega direttamente alle problematiche di stress lavoro-correlato che la CON.SI.PE. denuncia costantemente. Un'ulteriore e gravissima carenza che rende la situazione ancora più precaria è la sistematica mancanza di adeguati dispositivi di sicurezza per la comunicazione tempestiva in caso di emergenza. Il personale di Polizia Penitenziaria operante si trova spesso sprovvisto di strumenti essenziali quali telefoni di servizio o radio trasmittenti. Questa carenza impedisce di fatto la possibilità di chiedere immediato supporto in situazioni critiche, mettendo a repentaglio l'incolumità degli agenti e la gestione delle emergenze. La fornitura e l'efficienza degli equipaggiamenti sono aspetti cruciali per la sicurezza del personale, come la CON.SI.PE. ha sempre sostenuto. Queste dinamiche, oltre a gravare pesantemente sul benessere psico-fisico del personale, rendono impossibile la corretta turnazione e l'efficace impiego delle risorse umane, già strutturalmente insufficienti in un contesto di sovraffollamento carcerario che non accenna a diminuire. La Confederazione Sindacati Penitenziari lancia un appello urgente al Governo, al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria affinché si intervenga con misure concrete e immediate.
"Non c'è più tempo per attendere. La dignità dei poliziotti e la sicurezza delle nostre carceri sono in gioco," conclude Nicotra. "Il CON.SI.PE. è pronto a mettere in atto tutte le azioni necessarie a tutela del proprio personale e per richiamare l'attenzione su questa emergenza nazionale."
Proposta per una gestione ottimizzata della formazione del personale di Polizia Penitenziaria, con particolare riferimento ai corsi per Allievi Agenti.
La scrivente Confederazione Sindacati Penitenziari (CON.SI.PE) intende portare alla Sua attenzione una problematica che sta generando disagi tra il personale della Polizia Penitenziaria, relativamente all'accesso e alla fruizione dello stabilimento balneare affidato a gestori privati per la stagione estiva.
Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni circa le lunghe code e i notevoli tempi di attesa che si formano al mattino, specialmente durante i giorni festivi, per le procedure di pagamento e registrazione necessarie per l'accesso alla struttura. Sebbene l'apertura ai civili e la gestione esterna possano contribuire a una migliore fruizione del servizio, le attuali modalità di ingresso stanno vanificando, in parte, l'intento benefico dell'iniziativa, trasformando un momento che dovrebbe essere di svago e relax in una fonte di ulteriore stress per il nostro personale e le loro famiglie. Considerando la Sua doppia veste di Capo del Dipartimento e Responsabile dell'Ente di Assistenza, il cui fine è proprio quello di promuovere il benessere del personale, desideriamo sottoporre alla Sua cortese attenzione la possibilità di istituire una corsia di accesso prioritaria e più rapida per il personale della Polizia Penitenziaria e i loro familiari. Questo permetterebbe un transito più agevole e dignitoso, riconoscendo il loro status e la finalità assistenziale dell'iniziativa. Inoltre, proponiamo di esplorare la fattibilità di un meccanismo che consenta al personale della Polizia Penitenziaria di effettuare il pagamento per l'accesso allo stabilimento direttamente tramite l'Ente di Assistenza. Ciò potrebbe avvenire, ad esempio, tramite una pre-autorizzazione, un sistema di voucher gestiti dall'Ente, o accordi specifici che eliminino la necessità di transazioni dirette e lungaggini burocratiche al momento dell'ingresso, snellendo enormemente le procedure al gate. Siamo convinti che l'adozione di queste soluzioni migliorerebbe drasticamente l'esperienza del personale, rafforzando il valore e l'efficacia di un servizio che ha l'obiettivo primario di contribuire al loro benessere.
Restiamo a completa disposizione per fornire ulteriori dettagli o per un confronto volto a individuare le modalità più opportune per implementare tali miglioramenti.
La scrivente Confederazione Sindacati Penitenziari (CON.SI.PE.) si fa portavoce della crescente preoccupazione del personale di Polizia Penitenziaria in merito alla problematica, ormai strutturale, dei congedi ordinari arretrati.
In particolare, si evidenzia come una significativa parte del personale si trovi nella condizione di dover smaltire ancora giorni di congedo relativi all'anno 2023 e, in alcuni casi, persino annualità precedenti. Tale situazione è ulteriormente aggravata dalla costante necessità di richiamo in servizio per esigenze lavorative, che di fatto impedisce una regolare e completa fruizione dei periodi di riposo spettanti. La scrivente Confederazione sottolinea come tale accumulo di congedi non smaltiti non solo rappresenti una mancata ottemperanza dei diritti dei lavoratori, ma incida negativamente sul loro benessere psicofisico e sulla loro motivazione, elementi imprescindibili per garantire l'efficacia e la sicurezza del sistema penitenziario.
Inoltre, si rammenta che, in linea teorica, i congedi relativi all'anno 2023 dovranno essere fruiti entro il giugno 2025, termine che, alla luce della situazione attuale, appare difficilmente raggiungibile per una considerevole aliquota di personale. Considerando la portata del problema e le sue potenziali ripercussioni sulla funzionalità degli istituti penitenziari, si ritiene non più procrastinabile un intervento organico e centralizzato da parte dell'Amministrazione Penitenziaria. A tal fine, si chiede con urgenza di avviare una ricognizione a livello nazionale per quantificare con precisione l'ammontare complessivo delle giornate di congedo arretrato accumulate dal personale.