La presidente della regione Sardegna, Alessandra Todde, lancia un appello diretto ai cittadini e alle cittadine attraverso un reel pubblicato oggi sui propri canali social, dedicato al tema dell’utilizzo di tre carceri sarde, Uta, Bancali...
Ogni colpo ricevuto da un agente nel buio di un corridoio ha la stessa dignità e lo stesso dolore di quelli visti a Torino, ma l’assenza di immagini sembra autorizzare l’Amministrazione a una gestione burocratica e distaccata delle nostre istanze. Per tali ragioni, chiediamo con estrema fermezza …
“Apertura ufficiale del tavolo negoziale per il rinnovo del Contratto 2025-2027, il Con.Si.Pe lancia un avvertimento chiaro al Governo: non firmeremo accordi che sono vittorie solo sulla carta ma sconfitte nelle tasche dei poliziotti". Lo...
ROMA, 12 GENNAIO 2026 – "È inaccettabile che all'inizio del 2026 si parli ancora di promesse future quando migliaia di poliziotti penitenziari attendono ancora gli arretrati del contratto precedente. Lo Stato non può essere un...
ROMA – 09/01/2026 “La proposta del Presidente Giorgia Meloni di favorire il trasferimento dei detenuti tossicodipendenti nelle comunità terapeutiche rappresenta un passo necessario per affrontare la cronica sovrappopolazione degli istituti penitenziari italiani.” Lo dichiara in...
Onorevoli Presidenti,scrivo in qualità di Presidente della Confederazione Sindacati Penitenziari (CON.SI.PE) per portare alla Vostra attenzione una criticità urgente che emerge dai recenti lavori della Cabina di Regia sull’edilizia penitenziaria.Il Governo ha annunciato l'obiettivo di realizzare …
+++Roma, 1 luglio 2025+++– La Confederazione Sindacati Penitenziari (CON.SI.PE.), per voce del suo Presidente, Mimmo NICOTRA, esprime profonda e crescente preoccupazione per la drammatica situazione in cui versa il personale di Polizia Penitenziaria all'interno degli istituti di pena italiani, inclusi quelli di particolare complessità come Regina Coeli. Si denuncia un allarmante stato di abbandono del personale nelle sezioni, costretto a sopportare turni di lavoro massacranti che compromettono gravemente la sua incolumità e la sicurezza generale delle strutture. La cronica carenza di organico non è più sostenibile. Troppo spesso, un numero insufficiente di agenti è chiamato a gestire sezioni con decine e decine di detenuti, molti dei quali con problematiche complesse e comportamenti aggressivi. Questa condizione espone il personale a rischi inaccettabili, rendendo estremamente difficile garantire un controllo efficace e una pronta reazione in caso di eventi critici. La CON.SI.PE. ha rilevato una preoccupante diminuzione del personale effettivamente presente nelle sezioni durante il turno, in quanto il personale assegnato viene sistematicamente impiegato per altri compiti come visite ospedaliere, colloqui, traduzioni e sorveglianze a vista. Tale dinamica comporta che alla sorveglianza dei detenuti rimanga di fatto solo una o al massimo due unità, una situazione insostenibile e ad alto rischio per la sicurezza dei poliziotti e dell'istituto. "Non possiamo più tollerare che la sicurezza delle carceri e l'incolumità dei nostri agenti siano messe a repentaglio da decisioni che ignorano la realtà quotidiana," dichiara il Presidente Mimmo NICOTRA. "I nostri uomini e donne sono al limite, fisicamente e psicologicamente. I turni di servizio si allungano a dismisura, trasformandosi spesso in vere e proprie missioni estenuanti che minano la salute e la vita privata dei poliziotti. Questo non è solo un problema di benessere del personale, ma una grave falla nel sistema di sicurezza che può avere conseguenze disastrose per tutti." Inoltre, il CON.SI.PE. sottolinea con forza che le sorveglianze a vista non dovrebbero avvenire all'interno delle sezioni detentive. Tale prassi, oltre a esporre il personale a maggiori rischi e difficoltà operative, altera gravemente la regolare gestione della sezione, creando ulteriore disorganizzazione e carichi di lavoro non previsti. È impossibile per il personale svolgere otto ore continuative di sorveglianza a vista , un regime orario totalmente insostenibile che genera un carico di stress e fatica eccessivo, compromettendo la lucidità operativa e l'integrità psico-fisica degli agenti e, di conseguenza, la sicurezza complessiva dell'ambiente penitenziario. Questo si lega direttamente alle problematiche di stress lavoro-correlato che la CON.SI.PE. denuncia costantemente. Un'ulteriore e gravissima carenza che rende la situazione ancora più precaria è la sistematica mancanza di adeguati dispositivi di sicurezza per la comunicazione tempestiva in caso di emergenza. Il personale di Polizia Penitenziaria operante si trova spesso sprovvisto di strumenti essenziali quali telefoni di servizio o radio trasmittenti. Questa carenza impedisce di fatto la possibilità di chiedere immediato supporto in situazioni critiche, mettendo a repentaglio l'incolumità degli agenti e la gestione delle emergenze. La fornitura e l'efficienza degli equipaggiamenti sono aspetti cruciali per la sicurezza del personale, come la CON.SI.PE. ha sempre sostenuto. Queste dinamiche, oltre a gravare pesantemente sul benessere psico-fisico del personale, rendono impossibile la corretta turnazione e l'efficace impiego delle risorse umane, già strutturalmente insufficienti in un contesto di sovraffollamento carcerario che non accenna a diminuire. La Confederazione Sindacati Penitenziari lancia un appello urgente al Governo, al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria affinché si intervenga con misure concrete e immediate.
"Non c'è più tempo per attendere. La dignità dei poliziotti e la sicurezza delle nostre carceri sono in gioco," conclude Nicotra. "Il CON.SI.PE. è pronto a mettere in atto tutte le azioni necessarie a tutela del proprio personale e per richiamare l'attenzione su questa emergenza nazionale."
Il Presidente della CON.SI.PE. denuncia le crescenti difficoltà della Polizia Penitenziaria nella gestione dei detenuti con disturbi psichiatrici, aggravate dalla chiusura degli OPG e dall'insufficienza delle REMS. La presenza di questi detenuti nelle carceri ordinarie comporta gravi rischi per la sicurezza, soprattutto a causa della mancanza di formazione e risorse adeguate per il personale. Si evidenziano aggressioni in aumento e ritardi nei trasferimenti, già sanzionati dalla Corte Europea. Si richiede al Governo: aumento dei posti REMS, creazione di reparti psichiatrici specializzati, formazione mirata per gli agenti e miglior coordinamento tra istituzioni per tutelare diritti e sicurezza.
Roma, 24 marzo 2025 - Domani, 25 marzo, celebreremo la Festa del Corpo di Polizia Penitenziaria, un'occasione per onorare il lavoro svolto dalle donne e dagli uomini che, ogni giorno garantiscono la sicurezza e la legalità all'interno degli istituti penitenziari.
In questa giornata speciale, desidero esprimere la mia profonda gratitudine a tutti gli appartenenti al Corpo, ai miei colleghi, per il loro impegno e la loro dedizione. Il nostro lavoro, spesso svolto in condizioni difficili, è fondamentale per il funzionamento del sistema penitenziario e per la sicurezza della società.
La Festa del Corpo è anche un'occasione per riflettere sulle sfide che, come appartenenti al Corpo, ci troviamo ad affrontare. La carenza di personale, il sovraffollamento delle carceri e la necessità di garantire percorsi di reinserimento efficaci sono solo alcune delle questioni che richiedono un impegno costante da parte di tutte le istituzioni.
Come sindacato, e come appartenente al Corpo, continueremo a lavorare per tutelare i nostri diritti e le nostre condizioni di lavoro, affinché possiamo svolgere il nostro lavoro in sicurezza e con dignità. Sono convinto che investire nel personale e nel sistema penitenziario sia fondamentale per garantire una società più giusta e sicura.
In occasione della Festa del Corpo, invito tutti i cittadini a esprimere il loro apprezzamento per il lavoro svolto dalla Polizia Penitenziaria. Il nostro impegno quotidiano è un esempio di dedizione al servizio pubblico e di rispetto della legalità.
Viva la Polizia Penitenziaria! Domenico Nicotra
Presidente della Confederazione Sindacati Penitenziari (CON.SI.PE.)