Si rappresenta il perdurare di un silenzio istituzionale in merito alle legittime richieste avanzate da questa Confederazione Sindacale relative alla mancata erogazione del buono pasto per il personale impiegato presso la Direzione Generale dei Detenuti e del Trattamento. La scrivente Confederazi…
+++Roma, 1 luglio 2025+++– La Confederazione Sindacati Penitenziari (CON.SI.PE.), per voce del suo Presidente, Mimmo NICOTRA, esprime profonda e crescente preoccupazione per la drammatica situazione in cui versa il personale di Polizia Penitenziaria all'interno degli istituti di pena italiani, inclusi quelli di particolare complessità come Regina Coeli. Si denuncia un allarmante stato di abbandono del personale nelle sezioni, costretto a sopportare turni di lavoro massacranti che compromettono gravemente la sua incolumità e la sicurezza generale delle strutture. La cronica carenza di organico non è più sostenibile. Troppo spesso, un numero insufficiente di agenti è chiamato a gestire sezioni con decine e decine di detenuti, molti dei quali con problematiche complesse e comportamenti aggressivi. Questa condizione espone il personale a rischi inaccettabili, rendendo estremamente difficile garantire un controllo efficace e una pronta reazione in caso di eventi critici. La CON.SI.PE. ha rilevato una preoccupante diminuzione del personale effettivamente presente nelle sezioni durante il turno, in quanto il personale assegnato viene sistematicamente impiegato per altri compiti come visite ospedaliere, colloqui, traduzioni e sorveglianze a vista. Tale dinamica comporta che alla sorveglianza dei detenuti rimanga di fatto solo una o al massimo due unità, una situazione insostenibile e ad alto rischio per la sicurezza dei poliziotti e dell'istituto. "Non possiamo più tollerare che la sicurezza delle carceri e l'incolumità dei nostri agenti siano messe a repentaglio da decisioni che ignorano la realtà quotidiana," dichiara il Presidente Mimmo NICOTRA. "I nostri uomini e donne sono al limite, fisicamente e psicologicamente. I turni di servizio si allungano a dismisura, trasformandosi spesso in vere e proprie missioni estenuanti che minano la salute e la vita privata dei poliziotti. Questo non è solo un problema di benessere del personale, ma una grave falla nel sistema di sicurezza che può avere conseguenze disastrose per tutti." Inoltre, il CON.SI.PE. sottolinea con forza che le sorveglianze a vista non dovrebbero avvenire all'interno delle sezioni detentive. Tale prassi, oltre a esporre il personale a maggiori rischi e difficoltà operative, altera gravemente la regolare gestione della sezione, creando ulteriore disorganizzazione e carichi di lavoro non previsti. È impossibile per il personale svolgere otto ore continuative di sorveglianza a vista , un regime orario totalmente insostenibile che genera un carico di stress e fatica eccessivo, compromettendo la lucidità operativa e l'integrità psico-fisica degli agenti e, di conseguenza, la sicurezza complessiva dell'ambiente penitenziario. Questo si lega direttamente alle problematiche di stress lavoro-correlato che la CON.SI.PE. denuncia costantemente. Un'ulteriore e gravissima carenza che rende la situazione ancora più precaria è la sistematica mancanza di adeguati dispositivi di sicurezza per la comunicazione tempestiva in caso di emergenza. Il personale di Polizia Penitenziaria operante si trova spesso sprovvisto di strumenti essenziali quali telefoni di servizio o radio trasmittenti. Questa carenza impedisce di fatto la possibilità di chiedere immediato supporto in situazioni critiche, mettendo a repentaglio l'incolumità degli agenti e la gestione delle emergenze. La fornitura e l'efficienza degli equipaggiamenti sono aspetti cruciali per la sicurezza del personale, come la CON.SI.PE. ha sempre sostenuto. Queste dinamiche, oltre a gravare pesantemente sul benessere psico-fisico del personale, rendono impossibile la corretta turnazione e l'efficace impiego delle risorse umane, già strutturalmente insufficienti in un contesto di sovraffollamento carcerario che non accenna a diminuire. La Confederazione Sindacati Penitenziari lancia un appello urgente al Governo, al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria affinché si intervenga con misure concrete e immediate.
"Non c'è più tempo per attendere. La dignità dei poliziotti e la sicurezza delle nostre carceri sono in gioco," conclude Nicotra. "Il CON.SI.PE. è pronto a mettere in atto tutte le azioni necessarie a tutela del proprio personale e per richiamare l'attenzione su questa emergenza nazionale."
Non si ritiene opportuno richiamare la sostanza della sentenza della Corte Costituzionale, ampiamente nota e, soprattutto, fino ad oggi, fonte di ispirazione di diverse ipotesi di svariata fantasia che hanno…
Proprio in considerazione della rilevanza della materia, desideriamo sottoporre alcune riflessioni e proposte operative, maturate dalla conoscenza diretta delle realtà penitenziarie, con l'intento di contribuire a un'applicazione della Sentenza che sia efficace e sostenibile.Una prima osservazion…
Abbiamo rilevato inoltre, presso il reparto Nilo il continuo mal funzionamento del sistema di automazione dei cancelli elettronici, elevando così il quantitativo di lavoro ai pochi colleghi operanti. Infine, ma non per ultimo, il reparto Danubio che presenta la totale assenza di luce naturale e l…
Il reparto femminile presente a seguito della chiusura della Casa Circondariale di Pozzuoli è un reparto accorpato al C.P. di Secondigliano e quindi non più della Casa Circondariale femminile di Pozzuoli, fatto che, ha aggravato maggiormente le già presenti criticità, ma a ciò si sono aggiunte su…
Tra l’altro l’obbligo a turnazioni con straordinario forzato ha determinato lo sforamento dal monte ore previsto ciò ha comportato che molto personale ha ore di straordinario espletate ed accantonate e non regolarmente retribuite. A tutto ciò si aggiunge che diverse unità di Polizia Penitenziaria…
La scrivente Organizzazione Sindacale, in merito agli interpelli emanati nell’anno corrente da codesta Direzione, con particolare riferimento all’unità operativa colloqui, chiede chiarimenti circa le diverse procedure che lo differiscono dagli ultimi interpelli emanati l’anno scorso.
Pressanti richieste di intervento giungono a questa O.S., con riferimento a preoccupanti problemi
relativi all’unità operativa colloqui. La percezione da parte del personale è che la grave situazione non
interessi alla stessa Direzione.
L’unità operativa colloqui composta da n° 11 (undici) unità compreso responsabile e vice
responsabile, da qualche tempo, si è ridotta drasticamente e a peggiorare la situazione, causa l'emergenza
pandemica Corona Virus, è stato un aumento spropositato del carico di lavoro.
Si segnala a titolo esemplificativo la natura dei disagi, dovuti