"I fatti drammatici accaduti al Pronto Soccorso di Prato devono costringere l'Amministrazione Penitenziaria e il Governo a una seria e definitiva presa di coscienza: non si può continuare a mandare i nostri poliziotti in prima linea a mani nude di fronte a delinquenti violenti.Quanto successo dimostra in modo inequivocabile una falla operativa: di fronte a un detenuto che brandisce un estintore, crea il panico e frattura le ossa a un agente, il collega non aveva alcuno strumento intermedio di difesa e coercizione. Ha dovuto scegliere, in frazioni di secondo e tra fumo e urla d'aiuto, tra soccombere all'aggressione o fare ricorso all'arma da fuoco in dotazione.Questo è l’esempio da manuale in cui la dotazione del TASER avrebbe cambiato radicalmente l'esito degli eventi.Con un’arma ad impulso elettrico a disposizione, il delinquente sarebbe stato neutralizzato e immobilizzato all'istante, a debita distanza e in totale sicurezza:1-Nessun agente avrebbe riportato 30 giorni di prognosi per fratture;2-Non ci sarebbe stato alcun ferito da arma da fuoco;3-Nessun giovane poliziotto si troverebbe oggi ingiustamente catapultato nell’incubo di un’iscrizione per tentato omicidio.
È inaccettabile che la Polizia Penitenziaria sia ancora considerata una forza di polizia di 'serie B' sul piano delle dotazioni operative nei servizi esterni. Come CON.SI.PE. chiediamo con forza e con urgenza al Capo del DAP e al Ministero della Giustizia l'assegnazione immediata del TASER a tutto il personale impiegato nei Nuclei Traduzioni e Piantonamenti e nelle scorte su tutto il territorio nazionale.Basta parole, basta esitazioni burocratiche: servono equipaggiamenti moderni e tutele concrete per chi rischia la vita ogni giorno per garantire la sicurezza del Paese."
Mimmo NicotraPresidente CON.SI.PE.
PRATO, NICOTRA (CON.SI.PE.): “CON IL TASER NON SI SAREBBE ARRIVATI AGLI SPARI. DOTARE SUBITO DI ARMI AD IMPULSO ELETTRICO IL PERSONALE DEI NUCLEI TRADUZIONI E PIANTONAMENTI”
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