Roma, 17 agosto 2026 – «Apprendiamo con sconcerto e profonda amarezza l’iscrizione nel registro degli indagati per l’ipotesi di tentato omicidio a carico del giovane collega di Polizia Penitenziaria intervenuto ieri presso il pronto soccorso dell'ospedale Santo Stefano di Prato per bloccare la fuga violenta di un detenuto», dichiara Mimmo Nicotra, Presidente della Confederazione Sindacati Penitenziari (CON.SI.PE.).«I fatti descrivono un contesto operativo ad altissima criticità e pericolo immediato: un soggetto arrestato per traffico di stupefacenti verso l'istituto che, all'interno di un'area sanitaria ad alta frequentazione, ha scatenato il caos impossessandosi di un estintore e usandolo contro il personale per aprirsi un varco. In condizioni di visibilità compromessa e dinanzi a una minaccia in atto per l'incolumità di operatori e pazienti, l'agente ha fatto uso dell'arma a scopo dissuasivo, provocando una ferita non grave alla gamba da cui il fuggitivo è stato dimesso in giornata.»«Ribadiamo la nostra piena fiducia nella magistratura — prosegue Nicotra — ma non possiamo tacere di fronte a un'evidenza inaccettabile: il tanto sbandierato "scudo per le forze dell'ordine" non vale per la Polizia Penitenziaria? È aberrante che la reazione di un servitore dello Stato, chiamato ad adempiere al proprio dovere e a impedire l'evasione (art. 53 c.p. – Uso legittimo delle armi), venga rubricata d'ufficio sotto la gravissima ipotesi di tentato omicidio. Questo automatismo giudiziario rischia di paralizzare l'operatività del personale in prima linea, trasformando un atto di servizio in un calvario personale ed economico.»«Il CON.SI.PE. chiede un intervento immediato e una presa di posizione chiara da parte dei vertici del DAP e del Ministero della Giustizia. Servono garanzie reali: tutela legale integrale anticipata dall'Amministrazione e pieno sostegno psicologico al collega, un ragazzo con pochi mesi di servizio alle spalle che non può essere lasciato solo. Se lo Stato chiede sicurezza, deve tutelare chi la garantisce.»
Condividi suPRATO: AGENTE INDAGATO PER TENTATO OMICIDIO DOPO AVER SVENTATO UNA FUGA. NICOTRA (CON.SI.PE.): «INACCETTABILE. LO STATO NON ABBANDONI CHI HA DIFESO LA SICUREZZA PUBBLICA».
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