Roma, 23 Giugno 2026 – I dati emersi in data odierna relativi alle oltre 17.000 istanze di risarcimento accolte nel triennio per trattamento inumano e degradante nelle carceri italiane certificano, senza via di scampo, il definitivo collasso del sistema penitenziario. Ad affermarlo è il Presidente Nazionale della CON.SI.PE. (Confederazione Sindacati Penitenziari), Mimmo Nicotra, commentando i numeri ministeriali che vedono i risarcimenti e gli abbuoni di pena in costante e drammatica ascesa dal 2023 a oggi.
“Mentre lo Stato spende risorse pubbliche per risarcire i detenuti o sconta loro i giorni di pena a causa del sovraffollamento e della carenza strutturale di spazi – dichiara il Presidente Nicotra – chi risarcisce le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria costretti a lavorare in turni massacranti, oltre i limiti contrattuali, in ambienti insalubri e costantemente esposti a rischi per la propria incolumità fisica e psicologica?”
Secondo la CON.SI.PE., l’utilizzo esasperato di applicativi informatici per monitorare i metri quadri delle celle e disporre continui spostamenti di popolazioni detenute rappresenta solo un palliativo burocratico che aggrava il carico di lavoro del personale, costretto a gestire continui e instabili trasferimenti.
“La Polizia Penitenziaria è diventata l'ammortizzatore sociale e strutturale di un'amministrazione che non riesce a garantire né la dignità della pena né, tantomeno, la dignità del lavoro del proprio personale. Chiediamo interventi immediati e riforme strutturali non più rimandabili: edilizia penitenziaria, assunzioni straordinarie e tutela legale ed economica per chi garantisce la sicurezza dello Stato all'interno delle sezioni detentive”, conclude Nicotra.
Mimmo Nicotra cell 3289335733
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