Roma, 8 Luglio 2026 – "Esprimere la solidarietà di rito non basta più, è il paravento dietro cui l'Amministrazione nasconde il proprio fallimento gestionale". Così Mimmo Nicotra, Presidente della Confederazione Sindacati Penitenziari (CON.SI.PE.), interviene sulla rivolta sventata il 6 luglio alla Casa Circondariale di Messina Gazzi, dove quattro detenuti in regime di sorveglianza particolare (Art. 14-bis) hanno assediato l'ufficio della Sorveglianza Generale, ferendo sei poliziotti penitenziari, tra cui il Comandante del Reparto.
"Siamo di fronte a un'incongruenza sistemica inaccettabile", incalza Nicotra. "L'articolo 14-bis nasce per neutralizzare i soggetti più pericolosi, ma il DAP continua ad applicarlo solo sulla carta, scaricando il rischio reale sui Reparti. Se quattro detenuti ad altissimo rischio possono fare massa critica durante il rientro dai passeggi e l'uso del telefono, aggredendo l'Ispettore e lo stesso Comandante di Reparto, significa che i protocolli di movimentazione interna sono totalmente inadeguati".
Per la CON.SI.PE. il fatto che il Comandante del Reparto sia dovuto intervenire fisicamente nella mischia, subendo lesioni, non è un atto di eroismo da celebrare, ma una sconfitta tattica del sistema: "Il Comandante è il vertice strategico della sicurezza, non un operatore da corpo a corpo. Se il Vertice viene esposto fisicamente, la catena di comando viene neutralizzata. Questo accade perché i nostri istituti non sono dotati di sistemi di sbarramento passivo automatizzato e mancano aliquote d'intervento rapido specificamente equipaggiate per l'ordine pubblico interno".
Nicotra si rivolge direttamente ai vertici del DAP: “Chiediamo al Capo del DAP Stefano Carmine De Michele, al Vice Capo Massimo Parisi e alla Direzione Generale del Personale guidata da Rita Monica Russo una svolta immediata: i reparti che non garantiscono l'isolamento radar e la movimentazione singola dei soggetti in 14-bis vanno chiusi. La sicurezza del personale è il prerequisito per l'erogazione di qualsiasi diritto trattamentale. Se l'Amministrazione non è in grado di garantirla, i Comandanti hanno il dovere di bloccare le attività collettive dei soggetti facinorosi".
CARCERE MESSINA: RIVOLTA SVENTATA, MA SE IL VERTICE VIENE PRESO A CALCI IL SISTEMA HA FALLITO. NICOTRA (CON.SI.PE.): “BASTA IPOCRISIE SULL’ARTICOLO 14-BIS. L’AMMINISTRAZIONE METTE A RISCHIO LA CATENA DI COMANDO”
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