ROMA, 19 GIU 2026 – «I dati contenuti nella relazione annuale del Garante nazionale dei detenuti non fanno altro che certificare, con la spietata precisione dei numeri, quello che la Confederazione Sindacati Penitenziari (CON.SI.PE.) denuncia da mesi: il sistema penitenziario italiano è strutturalmente al collasso, e l’Amministrazione continua a nascondersi dietro indici di facciata». Lo dichiara in una nota Mimmo Nicotra, Presidente del CON.SI.PE.
«Parlare di un tasso medio del 120% è un bluff – incalza Nicotra – perché quando si sottraggono i quasi 4.500 posti regolamentari inagibili, l'indice reale schizza al 132,12%, con picchi insostenibili in regioni come Lombardia, Campania, Emilia-Romagna, Lazio e Veneto. Ma il dato che per noi rappresenta un vero e proprio bollettino di guerra, dinanzi al quale i vertici del DAP e della politica non possono più voltarsi dall'altra parte, è quello degli eventi critici: 2.154 aggressioni fisiche al personale di Polizia Penitenziaria in un anno, 7 rivolte e quasi 1.500 proteste collettive».
«Siamo a una media di 6 aggressioni al giorno. Questo significa che le donne e gli uomini in divisa entrano in servizio senza alcuna certezza di tornare a casa integri. Il Garante invoca una riflessione sulle misure alternative? Noi rispondiamo che la priorità assoluta deve essere la sicurezza di chi il carcere lo manda avanti. Senza legalità e controllo interno, nessun percorso trattamentale è attuabile. Spostare i detenuti all'esterno senza il potenziamento dell'Ufficio Esecuzione Penale Esterna (UEPE) serve solo a trasferire l'insicurezza dalle sezioni detentive alle strade».
Mimmo Nicotra cell 3289335733
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