| 📁 Categoria | Lettere CON.SI.PE. |
| 📅 Data | 21/09/2025 |
Le scrivo in qualità di Presidente della Confederazione Sindacati Penitenziari (CON.SI.PE.) per porre alla Sua attenzione la drammatica e insostenibile situazione in cui versa il Corpo di Polizia Penitenziaria e l’intero sistema carcerario italiano. Nonostante le ripetute denunce e i numerosi allarmi lanciati nel corso degli anni, le criticità
strutturali permangono e si aggravano di giorno in giorno, mettendo a rischio la sicurezza del personale, dei detenuti e dell’intera comunità. I problemi principali che ci spingono a questa drastica iniziativa sono:
Grave carenza di personale: la cronica e insostenibile mancanza di organico costringe gli agenti a turni massacranti, impedisce una corretta gestione degli istituti e compromette la sicurezza interna ed esterna. La stanchezza e lo stress a cui è sottoposto il personale alimentano un clima di costante tensione e pericolo.
Condizioni di lavoro insostenibili: il sovraffollamento carcerario ha raggiunto livelli mai visti prima, rendendo gli istituti ingovernabili e pericolosi. Le aggressioni al personale sono in costante aumento, una violenza quotidiana che non viene affrontata con misure efficaci a tutela della nostra incolumità. A ciò si aggiunge il fatto che il contratto di lavoro, che prevede turni di sei ore, non viene rispettato in nessuna parte della nazione, costringendo il personale a turni che spesso superano le nove ore.
Retribuzione non adeguata: lo stipendio attuale è inadeguato, specialmente per chi opera nelle regioni del Nord Italia, dove il costo della vita è molto più elevato. La retribuzione non permette al Poliziotto Penitenziario di vivere dignitosamente e rappresenta un fattore di scoraggiamento per chi valuta di entrare nel Corpo.
Ritardi e mancanze nei pagamenti: a rendere la situazione ancora più intollerabile, si aggiungono la mancata corresponsione degli arretrati del precedente contratto, che è ormai scaduto, e il mancato pagamento del FESI (Fondo per l’Efficienza dei Servizi Istituzionali). Inoltre, non sono stati avviati incontri per il rinnovo del nuovo contratto, lasciando il personale in una totale incertezza.
Di fronte a questa inaccettabile inerzia, e per dare un segnale forte e unanime di dissenso, la CON.SI.PE. ha indetto una mobilitazione nazionale per il giorno 25 settembre 2025. La protesta si svolgerà in contemporanea in diverse regioni italiane, con sit-in di fronte ai Provveditorati e in istituti penitenziari simbolo della crisi, come:
- Calabria;
- Sicilia;
- Sardegna;
- Emilia-Romagna;
- Campania;
- Puglia;
- Lazio (presso la Casa Circondariale di Regina Coeli).
Questa mobilitazione non è solo un atto di protesta, ma un grido di allarme e una richiesta di dialogo costruttivo e urgente. Chiediamo un incontro immediato per discutere un piano di interventi strutturali che non si limiti a misure tampone, ma affronti le radici dei problemi. Confidiamo nella Sua sensibilità e nella Sua capacità di comprendere la gravità della situazione e ci auguriamo che la nostra richiesta non rimanga inascoltata.
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