| 📁 Categoria | Lettere CON.SI.PE. |
| 📅 Data | 24/07/2025 |
Le scrivo a nome della Confederazione Sindacati Penitenziari (CON.SI.PE.) per denunciare con la massima fermezza un evento di inaudita gravità, avvenuto in data 22 luglio 2025 presso la Casa Circondariale Femminile di Roma Rebibbia.
Una nostra collega, durante l’espletamento del proprio dovere, è stata vittima di una selvaggia aggressione da parte di una detenuta, che l’ha morsa ripetutamente al braccio e al seno, cagionandole lesioni giudicate guaribili in 7 giorni di prognosi.
Se la violenza subita rappresenta già un fatto intollerabile, che testimonia ancora una volta il clima di costante pericolo in cui il personale opera, ciò che lascia attoniti e suscita la nostra più profonda indignazione è la gestione dell’evento da parte dei responsabili della struttura. L’agente ferita, sanguinante e sotto shock, è stata incredibilmente obbligata a terminare il proprio turno di servizio. Solo al termine delle sue ore di lavoro, le è stato concesso di recarsi autonomamente, con il proprio veicolo privato, presso una struttura ospedaliera per ricevere le cure necessarie.
Tale condotta configura una palese e vergognosa omissione di assistenza. È un atto che calpesta non solo i protocolli di sicurezza e di tutela del personale, ma anche e soprattutto la dignità umana e professionale di una servitrice dello Stato. Lasciare una propria dipendente in tali condizioni, senza attivare il benché minimo supporto logistico e morale, rappresenta un fallimento istituzionale che non possiamo e non intendiamo tollerare.
Pertanto, con la presente, Le chiediamo di avviare un’immediata e approfondita indagine interna per accertare le responsabilità di tale deplorevole gestione, adottando i conseguenti e necessari provvedimenti nei confronti di chi ha permesso una simile umiliazione.
È imperativo che l’Amministrazione dia un segnale forte e inequivocabile: la sicurezza e la dignità di chi indossa la divisa della Polizia Penitenziaria non sono negoziabili.