Roma – Il Presidente della Confederazione Sindacati Penitenziari (CON.SI.PE.) Mimmo Nicotra interviene in merito al Disegno di Legge di Bilancio 2027-2029. Nasconde, dietro l’annuncio di bonus e piani straordinari, un drastico definanziamento della sicurezza pubblica e un attacco strutturale al potere d’acquisto dei pensionati. Un’analisi tecnica del testo svela i pesanti costi occulti che i cittadini pagheranno nei prossimi tre anni.
Poliziotti “Low-Cost” e formati in 90 giorni: il collasso della sicurezza Il Governo celebra lo stanziamento di fondi per la sicurezza, ma i numeri reali del DDL condannano il comparto al precariato e all’inefficienza.
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L’illusione dell’Antimafia: Si annunciano “assunzioni straordinarie” per il contrasto alla criminalità organizzata. Il testo reale (Art. 101) prevede appena 180 unità totali, frammentate in 6 anni (dal 2027 al 2032) e divise tra Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. Parliamo di una media ridicola di 10 operatori all’anno per ciascuna Forza. Un numero irrilevante che non copre nemmeno il naturale turnover.
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La sicurezza in mano a precari inesperti: Il DDL istituisce la figura dei “Carabinieri (e poliziotti) ausiliari della riserva volontaria”. Si tratta di giovani under 26 con licenza media che, dopo un corso “non superiore a tre mesi”, verranno impiegati in servizi operativi critici con qualifiche di pubblica sicurezza e polizia giudiziaria.
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Risparmio sulla pelle di chi rischia: Questi ausiliari percepiranno solo il 65% dello stipendio base di un operatore di ruolo. Si tratta di una vera e propria precarizzazione del comparto sicurezza, scaricando rischi operativi e legali enormi su ragazzi non adeguatamente formati, al solo scopo di risparmiare sui costi del personale.
Pensionati: il “Bonus” pagato con i loro stessi soldi L’Articolo 53 introduce una “Carta” da 300 euro per l’acquisto di prestazioni sanitarie per gli over 75 con redditi bassi. Un intervento vetrina che il Governo fa pagare al ceto medio pensionistico.
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La scure sull’adeguamento all’inflazione: L’Art. 55 taglia drasticamente la rivalutazione automatica delle pensioni. Mentre gli assegni fino a 4 volte il minimo manterranno l’adeguamento, chi percepisce poco più (da 4 a 5 volte il minimo) vedrà la rivalutazione crollare all’85%, per poi scendere al 53%, al 47% e infine toccare il 32% per gli scaglioni più alti.
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Un impoverimento strutturale: Per finanziare un bonus una tantum da 300 euro (che certifica, di fatto, l’incapacità della Sanità Pubblica di curare gli anziani), si sottraggono per sempre migliaia di euro al potere d’acquisto di chi ha lavorato e versato contributi per una vita intera, de-indicizzandone i redditi.
Chiediamo alle Commissioni Bilancio e alle forze parlamentari lo stralcio immediato dell’Articolo 93 (precarizzazione delle Forze dell’Ordine) e dell’Articolo 55 (taglio della rivalutazione pensionistica). La sicurezza e la dignità degli anziani non si tutelano con bonus temporanei e agenti low-cost.
Contatti Ufficio Stampa:Mimmo Nicotra CON.SI.PE. – Telefono: 3289335733
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