OGGETTO: Difesa dell’Ente di Assistenza – No alla privatizzazione, sì al rilancio pubblico.
Cara Collega, Caro Collega,
nelle ultime ore abbiamo inoltrato una nota formale ai vertici del Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria per esprimere la nostra ferma contrarietà a una misura contenuta nello schema del "Decreto Sicurezza": la trasformazione dell’Ente di Assistenza per il Personale (E.A.P.) in una Fondazione di diritto privato.
Perché ci opponiamo? L’Ente di Assistenza non è un semplice ufficio, ma un pilastro della nostra identità sin dalla riforma del 1990. È lo strumento con cui lo Stato garantisce supporto concreto nei momenti più difficili: sussidi per malattie, borse di studio per gli orfani e sostegno alle famiglie.
Trasformarlo in una Fondazione privata, seppur sotto controllo pubblico, rappresenta un segnale pericoloso. Significa:
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Indebolire il legame diretto tra l'Amministrazione e il dipendente.
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Esporre il nostro welfare alle incertezze del mercato e del Terzo Settore.
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Rischiare una gestione meno trasparente e lontana dalle reali necessità di chi opera in prima linea.
La nostra proposta Non ignoriamo che l’Ente attuale vada migliorato. Tuttavia, la soluzione non è "svenderne" la natura pubblica, ma renderlo finalmente efficiente. Chiediamo con forza:
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Procedure più veloci per l'erogazione dei sussidi.
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Reinvestimento totale dei profitti di spacci e mense nel benessere del personale.
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Controllo saldo nelle mani dell'Amministrazione e dei rappresentanti dei lavoratori.
Non possiamo accettare che, dopo anni di promesse di valorizzazione, lo Stato si disimpegni proprio sull'assistenza ai suoi servitori. Abbiamo chiesto lo stralcio della norma e l'apertura di un tavolo di confronto urgente per ristrutturare l'Ente senza privarlo della sua natura pubblica e solidale.
La Polizia Penitenziaria ha bisogno di certezze, non di esperimenti privatistici. Vi terremo aggiornati sull'esito del confronto.
Mimmo Nicotra Presidente cell 3289335733
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