| 📁 Categoria | Lettere CON.SI.PE. |
| 📅 Data | 03/10/2026 |
In merito alla recente nota trasmessa dalla rappresentanza sindacale della dirigenza penitenziaria (Si.Di.Pe.) lo scorso 30 settembre 2026 concernente le direttive emanate dalla Direzione Generale delle Specialità del Corpo, questa Organizzazione Sindacale ritiene indifferibile intervenire a tutela della dignità professionale, dell’incolumità e della chiarezza operativa del personale di Polizia Penitenziaria.
La tesi secondo cui la sicurezza e l’unitarietà del sistema penitenziario si garantirebbero unicamente ribadendo una rigida subordinazione gerarchica del personale del Corpo al Direttore dell’Istituto e al Provveditore regionale non tiene conto della realtà quotidiana delle carceri e dell’evoluzione ordinamentale degli ultimi trentasei anni.
L’art. 9 della Legge 15 dicembre 1990, n. 395 fotografa un’epoca in cui il Corpo, appena smilitarizzato, era privo di una propria dirigenza. Oggi la Polizia Penitenziaria esprime al proprio vertice Funzionari, Primi Dirigenti, Dirigenti Superiori e Dirigenti Generali, con articolazioni operative altamente qualificate e una Direzione Generale delle Specialità chiamata ad assicurare standard uniformi e stringenti sui servizi operativi ad alto rischio, a cominciare da traduzioni e piantonamenti.
Continuare a confondere il governo gestionale e trattamentale dell’istituto con la linea di comando tecnico-operativa crea quel cortocircuito che il personale in divisa sconta ogni giorno in termini di disorientamento, sovrapposizioni e aggressioni:
La sicurezza operativa non è materia negoziabile: Le buone prassi, i protocolli e gli indirizzi di sicurezza emanati dagli organi specialistici del Corpo tutelano la vita degli operatori e l’ordine pubblico; subordinarli a discrezionalità o a logiche amministrative locali vanifica gli sforzi di prevenzione.
Nessuno disconosce il ruolo del Direttore quale garante del rispetto dei diritti e dell’offerta trattamentale ex D.P.R. 230/2000; tuttavia, l’impiego del personale, la disciplina dei servizi di sicurezza e le modalità operative devono rimanere prerogativa esclusiva dei Comandanti e dei Dirigenti del Corpo.
È giunto il momento che il legislatore metta mano all’art. 9 della legge 395/1990. Così come avviene nei rapporti tra autorità civili di pubblica sicurezza e forze dell’ordine territoriali, la Polizia Penitenziaria deve rispondere operativamente alla propria gerarchia, rimanendo legata alla Direzione dell’Istituto da un chiaro vincolo di dipendenza funzionale sugli obiettivi, non da un anacronistico vincolo gerarchico.
Alla luce di quanto esposto, il CON.SI.P.E. chiede:
Di respingere ogni tentativo volto a depotenziare o marginalizzare l’efficacia operativa delle direttive emanate dalla Direzione Generale delle Specialità del Corpo;
L’apertura urgente di un tavolo di confronto politico-normativo per allineare l’ordinamento periferico all’evoluzione della dirigenza del Corpo, superando le zone d’ombra dell’art. 9 della L. 395/1990.
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