Ogni colpo ricevuto da un agente nel buio di un corridoio ha la stessa dignità e lo stesso dolore di quelli visti a Torino, ma l’assenza di immagini sembra autorizzare l’Amministrazione a una gestione burocratica e distaccata delle nostre istanze. Per tali ragioni, chiediamo con estrema fermezza …
###ROMA, 3 Febbraio 2026 – ### Il Presidente Nazionale della CON.SI.PE (Confederazione Sindacati Penitenziari), Mimmo Nicotra, interviene con una nota durissima in merito all’aggressione subita dall’agente Alessandro Calista a Torino, tracciando un parallelo con la...
Onorevoli Presidenti,scrivo in qualità di Presidente della Confederazione Sindacati Penitenziari (CON.SI.PE) per portare alla Vostra attenzione una criticità urgente che emerge dai recenti lavori della Cabina di Regia sull’edilizia penitenziaria.Il Governo ha annunciato l'obiettivo di realizzare …
Le scrivo in qualità di Presidente della Confederazione Sindacati Penitenziari (CONSI.PE) per portare alla Sua attenzione una situazione insostenibile che affligge il personale di Polizia Penitenziaria su tutto il territorio nazionale. Le nostre segnalazioni documentano da mesi criticità che, lun…
+++Roma, 1 luglio 2025+++– La Confederazione Sindacati Penitenziari (CON.SI.PE.), per voce del suo Presidente, Mimmo NICOTRA, esprime profonda e crescente preoccupazione per la drammatica situazione in cui versa il personale di Polizia Penitenziaria all'interno degli istituti di pena italiani, inclusi quelli di particolare complessità come Regina Coeli. Si denuncia un allarmante stato di abbandono del personale nelle sezioni, costretto a sopportare turni di lavoro massacranti che compromettono gravemente la sua incolumità e la sicurezza generale delle strutture. La cronica carenza di organico non è più sostenibile. Troppo spesso, un numero insufficiente di agenti è chiamato a gestire sezioni con decine e decine di detenuti, molti dei quali con problematiche complesse e comportamenti aggressivi. Questa condizione espone il personale a rischi inaccettabili, rendendo estremamente difficile garantire un controllo efficace e una pronta reazione in caso di eventi critici. La CON.SI.PE. ha rilevato una preoccupante diminuzione del personale effettivamente presente nelle sezioni durante il turno, in quanto il personale assegnato viene sistematicamente impiegato per altri compiti come visite ospedaliere, colloqui, traduzioni e sorveglianze a vista. Tale dinamica comporta che alla sorveglianza dei detenuti rimanga di fatto solo una o al massimo due unità, una situazione insostenibile e ad alto rischio per la sicurezza dei poliziotti e dell'istituto. "Non possiamo più tollerare che la sicurezza delle carceri e l'incolumità dei nostri agenti siano messe a repentaglio da decisioni che ignorano la realtà quotidiana," dichiara il Presidente Mimmo NICOTRA. "I nostri uomini e donne sono al limite, fisicamente e psicologicamente. I turni di servizio si allungano a dismisura, trasformandosi spesso in vere e proprie missioni estenuanti che minano la salute e la vita privata dei poliziotti. Questo non è solo un problema di benessere del personale, ma una grave falla nel sistema di sicurezza che può avere conseguenze disastrose per tutti." Inoltre, il CON.SI.PE. sottolinea con forza che le sorveglianze a vista non dovrebbero avvenire all'interno delle sezioni detentive. Tale prassi, oltre a esporre il personale a maggiori rischi e difficoltà operative, altera gravemente la regolare gestione della sezione, creando ulteriore disorganizzazione e carichi di lavoro non previsti. È impossibile per il personale svolgere otto ore continuative di sorveglianza a vista , un regime orario totalmente insostenibile che genera un carico di stress e fatica eccessivo, compromettendo la lucidità operativa e l'integrità psico-fisica degli agenti e, di conseguenza, la sicurezza complessiva dell'ambiente penitenziario. Questo si lega direttamente alle problematiche di stress lavoro-correlato che la CON.SI.PE. denuncia costantemente. Un'ulteriore e gravissima carenza che rende la situazione ancora più precaria è la sistematica mancanza di adeguati dispositivi di sicurezza per la comunicazione tempestiva in caso di emergenza. Il personale di Polizia Penitenziaria operante si trova spesso sprovvisto di strumenti essenziali quali telefoni di servizio o radio trasmittenti. Questa carenza impedisce di fatto la possibilità di chiedere immediato supporto in situazioni critiche, mettendo a repentaglio l'incolumità degli agenti e la gestione delle emergenze. La fornitura e l'efficienza degli equipaggiamenti sono aspetti cruciali per la sicurezza del personale, come la CON.SI.PE. ha sempre sostenuto. Queste dinamiche, oltre a gravare pesantemente sul benessere psico-fisico del personale, rendono impossibile la corretta turnazione e l'efficace impiego delle risorse umane, già strutturalmente insufficienti in un contesto di sovraffollamento carcerario che non accenna a diminuire. La Confederazione Sindacati Penitenziari lancia un appello urgente al Governo, al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria affinché si intervenga con misure concrete e immediate.
"Non c'è più tempo per attendere. La dignità dei poliziotti e la sicurezza delle nostre carceri sono in gioco," conclude Nicotra. "Il CON.SI.PE. è pronto a mettere in atto tutte le azioni necessarie a tutela del proprio personale e per richiamare l'attenzione su questa emergenza nazionale."
Con la presente, questa Confederazione Sindacati Penitenziari “CON.SI.PE.”, vuole portare alla Sua attenzione la problematica relativa al numero di detenuti presenti nell’istituto di Santa Maria Capua Vetere che è a dir poco allarmante, circa 983 detenuti, tanto da indurre questa O.S. a chiedere …
La confederazione sindacale "CON,SI.PE." segnala gravi criticità in una struttura penitenziaria, che ospita il maggior numero di detenuti del Paese. La struttura soffre di carenze di personale, con circa 200 unità mancanti, e di risorse strumentali, mentre diverse aree necessitano di ristrutturazione urgente. La sicurezza è compromessa, e il personale è sovraccaricato, costretto a turni eccessivi e a operare in condizioni precarie. L'area sanitaria è gravemente deficitaria. La confederazione denuncia la scarsa collaborazione delle autorità e segnala episodi di disorganizzazione che mettono a rischio l'ordine e la sicurezza, auspicando un confronto immediato.
Agenti accerchiati col rischio di essere malmenati dai detenuti durante una perquisizione. Il sindacato Con.Si.Pe invita all’attenzione per quanto riguarda la gestione dei reclusi presso il penitenziario sammaritano.
Il carcere di Santa Maria Capua Vetere fuori controllo. Ieri si è registrato un altro episodio di aggressione da parte di detenuti agli agenti penitenziari. “Cosa questa che desta segnali allarmanti per quanto riguarda la gestione dei detenuti presso il penitenziario sammaritano”, afferma il segr…