###ROMA, 3 Febbraio 2026 – ### Il Presidente Nazionale della CON.SI.PE (Confederazione Sindacati Penitenziari), Mimmo Nicotra, interviene con una nota durissima in merito all’aggressione subita dall’agente Alessandro Calista a Torino, tracciando un parallelo con la drammatica realtà quotidiana vissuta dai poliziotti penitenziari.
“Le immagini del linciaggio di Torino hanno sconvolto l’Italia perché sono finite davanti a un obiettivo,” esordisce Nicotra. “Ma la verità che il Paese deve conoscere è che quel medesimo orrore — fatto di isolamento, accerchiamenti e brutali pestaggi — si consuma ogni singolo giorno nelle sezioni detentive degli istituti penitenziari italiani. La sola differenza è che dietro le sbarre non ci sono telecamere, non ci sono dirette social e, dunque, non sembra esserci spazio per l'indignazione delle istituzioni.”Secondo la CON.SI.PE, esiste un pericoloso doppio binario della sicurezza: una "serie A" visibile e una "serie B" nascosta dal silenzio delle mura carcerarie.
“Siamo stanchi di vedere le nostre richieste trattate con sufficienza dai politici e dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria,” continua il Presidente Nicotra.
“Abbiamo scritto ai vertici del DAP — al Capo del Dipartimento De Michele e al Vice Capo Parisi — per denunciare che il nostro sangue non vale meno solo perché non diventa un video virale. Se l’Amministrazione non teme la verità, ci dia immediatamente le Bodycam e pubblichi le immagini dei pestaggi quotidiani dei poliziotti penitenziari, Solo portando la luce nelle sezioni l'opinione pubblica si renderà conto del martirio quotidiano a cui sono sottoposti i nostri uomini e le nostre donne.”
La CON.SI.PE annuncia una stagione di mobilitazione se non arriveranno risposte concrete su tutele operative e protocolli di difesa: “Lo Stato è uno solo e la divisa è la stessa. Non permetteremo più che il silenzio mediatico sia l'alibi per l'indifferenza istituzionale
*COMUNICATO STAMPA* *CARCERI, CON.SI.PE: “SOLIDARIETÀ A CALISTA, MA NELLE SEZIONI È IL 28 GENNAIO OGNI GIORNO. BASTA VIOLENZA INVISIBILE
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