ROMA, 14 GIUGNO 2026 – Diciotto ore consecutive di servizio continuativo, bloccati all’interno di una struttura ospedaliera, senza cambi e nell’assoluto isolamento informativo da parte dei superiori gerarchici. È la denuncia shock della Confederazione Sindacati Penitenziari (CON.SI.PE.), che porta alla luce l’ultimo gravissimo episodio di mala gestione del personale di Polizia Penitenziaria, verificatosi tra sabato 13 e domenica 14 giugno presso la Casa Circondariale di Frosinone.
Secondo quanto ricostruito dal sindacato, due agenti hanno iniziato il turno di piantonamento presso l’Ospedale di Frosinone alle ore 15:00 del sabato, con termine previsto alle 24:00. Da quel momento è iniziato un vero e proprio cortocircuito logistico: prima il tentativo del Comando di inviarli, a mezzanotte e dopo già 9 ore di servizio, presso lo Spallanzani di Roma (sventato solo grazie alla ferma reazione degli agenti); poi, il prolungarsi del turno notturno fino alle 06:00 del mattino successivo.
Ma il paradosso più inaccettabile si è consumato all’alba: all’orario del cambio, l’Istituto ha risposto con un vago “ci sono difficoltà organizzative”. Nel frattempo, i colleghi degli altri piantonamenti nello stesso ospedale – che avevano iniziato a mezzanotte e maturato solo 6 ore di servizio – ricevevano regolarmente il cambio e smontavano. I due poliziotti in servizio dalle 15:00 del giorno precedente sono stati invece lasciati sul posto, stremati, riuscendo a smontare solo alle ore 08:30 del mattino, dopo ben 18 ore di fila.
Sul caso è intervenuto duramente il Presidente del CON.SI.PE., Mimmo Nicotra, che ha già inviato una formale nota di protesta alla Direzione di Frosinone e al Provveditorato Regionale, investendo della questione direttamente i vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria: il Capo del DAP Stefano Carmine De Michele, il Vice Capo Massimo Parisi e la Direttrice Generale del Personale Rita Monica Russo.
“Siamo di fronte a un episodio disumano e inaccettabile, che calpesta la dignità lavorativa e i più elementari diritti costituzionali”, dichiara fermamente Mimmo Nicotra. “L’imprevedibilità e l’emergenza non possono diventare una licenza di sfruttamento dei poliziotti penitenziari. Lasciare il personale per 18 ore consecutive in servizio significa violare l’Articolo 2087 del Codice Civile, che impone la tutela della salute dei lavoratori, mettendo a gravissimo rischio la sicurezza degli operatori e la stessa fedeltà della custodia del detenuto”.
“Ciò che riteniamo intollerabile” – prosegue il leader del CON.SI.PE. – “è la palese disparità di trattamento: in piena emergenza si è scelto di far smontare chi aveva lavorato 6 ore, abbandonando al proprio destino chi era in servizio da 15 ore. Questo non è un problema di carenza di organico, è totale incapacità organizzativa e assenza di buon senso gestionale da parte di chi deve dirigere i servizi. Chiediamo risposte immediate e sanzioni per chi ha permesso questo scempio. La Polizia Penitenziaria merita rispetto, non di essere trattata come carne da macello. Non faremo un solo passo indietro”.
Contatti Ufficio Stampa CON.SI.PE.
Sito web: www.consipe.it
Mimmo Nicotra – cell 3289335733
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