Il 16 aprile 2026 si è svolto un ulteriore incontro tecnico presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica, finalizzato alla prosecuzione delle procedure negoziali per il rinnovo contrattuale del Comparto Sicurezza-Difesa per il triennio 2025/2027.
Durante la riunione, sono stati approfonditi e discussi i temi presentati dai rappresentanti governativi in merito alle risorse stanziate per il contratto. CON.SI.PE ha adottato una posizione pragmatica, tenendo conto della trasparenza manifestata dal tavolo tecnico riguardo all’impossibilità di incrementare le risorse disponibili o aumentare gli importi, come era auspicato dalle organizzazioni sindacali nei precedenti incontri.
La situazione geopolitica e socioeconomica attualmente vissuta dal Paese non offre prospettive favorevoli e, anche per questo motivo, richieste di aumenti significativi risultano difficilmente sostenibili.
CON.SI.PE ha espresso un sentimento di delusione per l’impossibilità di ottenere maggiori risorse economiche per la Polizia Penitenziaria, ribadendo tuttavia la necessità che il Governo valuti strumenti deflattivi che possano quantomeno mitigare l’erosione del potere d’acquisto e salvaguardare gli aumenti previsti, come l’introduzione di una flat tax sugli incrementi derivanti dal rinnovo contrattuale e sulle indennità accessorie, considerando tali benefici strutturali e non sporadici.
Il tema della previdenza dedicata è stato affrontato dal tavolo tecnico in prima istanza, essendo già più volte richiamato nel corso della discussione, ed è stato rinviato in attesa della definitiva approvazione dell’emendamento specifico che ha previsto lo stanziamento di risorse dedicate. I rappresentanti governativi hanno assicurato che tali fondi non verranno destinati ad altre esigenze economiche e, appena possibile, sarà avviato un tavolo tecnico specifico.
La richiesta del CON.SI.PE si è focalizzata sulla disponibilità a chiudere l’accordo entro l’estate prossima, condividendo la preoccupazione che ulteriori rinvii potrebbero essere controproducenti rispetto alla possibilità di applicare gli effetti contrattuali già da gennaio 2027. È stata inoltre sottolineata la necessità di un ulteriore impegno da parte del Governo affinché il prossimo contratto non rappresenti una mortificazione per la Polizia Penitenziaria, valorizzando il contributo fondamentale svolto quotidianamente dagli uomini e dalle donne del Corpo per la sicurezza del Paese.
Domenico Nicotra
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