Roma, 26 luglio 2026 – La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 149/2026, ha ridisegnato i contorni dell'articolo 58-quater dell'Ordinamento Penitenziario, riducendo i tempi di blocco per la concessione di nuovi benefici in caso di revoca delle misure alternative.
Prendiamo atto del pronunciamento del Giudice delle Leggi, che riafferma i principi di flessibilità e progressività della pena. Tuttavia, l'applicazione pratica di questa decisione cala come una tegola su una realtà penitenziaria già al collasso.
*“Nessuno contesta i principi costituzionali – dichiara Mimmo Nicotra, Presidente della Confederazione Sindacati Penitenziari (CON.SI.PE.)* – ma l'Amministrazione e soprattutto la politica non possono fare finta di non vedere la ricaduta operativa di queste decisioni.
La politica deve andare oltre le solite e sterili dichiarazioni di vicinanza di facciata al Corpo: deve rendersi conto una volta per tutte che ogni mutamento quadro del sistema penitenziario richiede un adeguamento immediato delle risorse.”
Il CON.SI.PE. evidenzia come, a fronte di un sovraffollamento cronico e di una carenza d'organico drammatica, la Polizia Penitenziaria sia già sottoposta a livelli inaccettabili di stress lavoro-correlato.“Accorciare i tempi per le nuove istanze significa inondare gli istituti di un’ulteriore valanga di pratiche burocratiche: relazioni di sintesi, riunioni del GOT, adempimenti per scorte e contatti con la Magistratura di Sorveglianza – prosegue Nicotra –. Ridurre i tempi di preclusione comporta un rientro precoce nei meccanismi dei benefici anche per chi ha appena finito una misura alternativa, incrementando la tensione interna e moltiplicando le incombenze per il personale di Sezione e degli Uffici.
Se la politica vuole un sistema garantista e dinamico, metta le risorse sul tavolo. Senza investimenti concreti su organici e strutture, i mutamenti del carcere continuano a scaricarsi soltanto sulle spalle di chi la sicurezza la garantisce ogni giorno sul campo.”
Mimmo Nicotra cell 3289335733
Sentenza Consulta su art. 58-quater O.P.: piovono nuovi carichi burocratici su un sistema allo stremo. Il CON.SI.PE. avverte: “L’umanizzazione non si fa a costo zero sulla pelle degli Agenti”.
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