NAPOLI, 14 APRILE – Un intervento provvidenziale, una corsa contro il tempo che ha evitato l'ennesimo dramma dietro le sbarre. Nel primo pomeriggio di oggi, presso il Reparto Infermeria del Centro Penitenziario di Secondigliano, un assistente della Polizia Penitenziaria ha salvato la vita a un detenuto con gravi patologie psichiatriche che aveva tentato il suicidio mediante impiccagione all'interno della propria cella.
L’agente, impegnato nelle operazioni di controllo e nell'immissione dei ristretti ai passeggi, ha notato durante il giro di sezione la sagoma del detenuto appesa all'interno della stanza, condivisa con un altro soggetto affetto da analoghe patologie. Senza esitare, il poliziotto è intervenuto liberando l'uomo dal cappio e prestando i primi soccorsi in attesa del personale sanitario. Il detenuto è stato ora posto in regime di "grande sorveglianza", ma l'episodio riaccende violentemente i riflettori sulla gestione dei malati mentali nelle carceri italiane.
"Siamo stanchi di celebrare eroismi che nascondono falle strutturali vergognose", dichiara duramente Mimmo Nicotra, Presidente della Confederazione Sindacati Penitenziari (CON.SI.PE.). "Al collega va il nostro plauso più sentito: la sua prontezza ha sopperito a un sistema che fa acqua da tutte le parti. Ma non possiamo ignorare il dato politico e gestionale: due detenuti psichiatrici abbandonati in una cella ordinaria sono una bomba a orologeria che esplode tra le mani dei poliziotti."
Nicotra punta il dito contro l'inefficienza della sanità penitenziaria e la carenza di strutture idonee: "La Polizia Penitenziaria non può continuare a fare da 'badante' o da 'psichiatra' senza mezzi e senza supporto. Il reparto infermeria di un carcere non è un manicomio, né può diventarlo per l'inerzia delle ASL e del Ministero. Chiediamo per il collega un riconoscimento formale immediato, ma al contempo esigiamo risposte: perché questi soggetti non sono nelle REMS o in articolazioni sanitarie protette? Ogni giorno rischiamo il morto e il trauma psicologico per chi indossa la divisa."
Il sindacato CON.SI.PE. annuncia battaglia nelle sedi istituzionali e preannuncia una nota ufficiale al Provveditorato Regionale (PRAP) e alla Direzione dell'istituto partenopeo. "Non aspetteremo il prossimo tentativo di suicidio per denunciare le condizioni di insicurezza del personale di Secondigliano", conclude Nicotra. "La sicurezza sul lavoro passa anche per la corretta gestione dei circuiti detentivi: i malati devono essere curati, non semplicemente rinchiusi e affidati alla vigilanza di un solo agente sovraccarico di responsabilità."
Ufficio Stampa CON.SI.PE.
Per contatti e interviste:
Domenico Nicotra cell 3289335733
Condividi su