Roma, 15 ottobre 2026 – Il TAR Lazio, Sezione Quarta Ter, ha rigettato il ricorso del Si.N.A.P.Pe. contro il decreto ministeriale dell’11 giugno 2025, confermando l’efficacia dell’attribuzione della rappresentatività alla CON.SI.PE. per il triennio 2025-2027.
Il Collegio ha qualificato la censura come “ipotetica e meramente assertiva” e ha rilevato che la documentazione relativa agli atti costitutivi e di trasformazione e alle deleghe era stata acquisita al giudizio. Il ricorso è stato respinto e il Si.N.A.P.Pe. è stato condannato a rifondere alla CON.SI.PE. le spese di lite, liquidate in 1.500 euro, oltre accessori di legge.
La CON.SI.PE. prende atto che il giudizio non ha condotto all’accertamento di alcuna irregolarità idonea a incidere sulla propria rappresentatività. Le contestazioni proposte sono state ritenute dal TAR prive di una concreta dimostrazione.
La Confederazione ritiene che l’iniziativa giudiziaria si sia inserita in una competizione sindacale volta a mettere in discussione la propria legittimazione e il consenso acquisito. È una valutazione politica e sindacale formulata alla luce dell’esito del giudizio e dei contenuti della sentenza.
Come anticipato in udienza dal difensore della CON.SI.PE., avvocato Pierpaolo Cacciotti, la Confederazione si riserva ogni iniziativa a tutela dei propri diritti e per il risarcimento degli eventuali danni subiti, nelle sedi competenti.
La CON.SI.PE. non intende lasciare senza risposta i pregiudizi eventualmente arrecati alla propria immagine, rappresentatività e attività sindacale. La competizione sindacale è legittima; il ricorso alla giustizia deve tuttavia fondarsi su contestazioni concrete e verificabili.
La CON.SI.PE. continuerà a tutelare il proprio ruolo, i propri iscritti e il consenso liberamente manifestato dal personale con ogni iniziativa consentita dall’ordinamento.
Mimmo Nicotra cell 3289335733
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