Roma, 3 marzo 2026
Il dibattito politico sulle misure deflattive, e in particolare sull'ipotesi di un "indulto differito", non può più ignorare la drammatica realtà quotidiana vissuta all'interno degli istituti penitenziari italiani. Con un sovraffollamento che viaggia oltre il 137% e sezioni detentive dove una singola unità di Polizia Penitenziaria è costretta a gestire decine, se non centinaia, di ristretti, il sistema dell'esecuzione penale è al collasso totale.
L'emergenza non è più solo statistica, è fatta di sangue e di vite spezzate: il tasso allarmante di suicidi tra i detenuti e l'escalation quotidiana di aggressioni brutali a danno dei baschi azzurri delineano un quadro di insicurezza lavorativa inaccettabile. I turni sono massacranti e lo stress lavoro-correlato ha raggiunto livelli di guardia che non consentono ulteriori temporeggiamenti.
Di fronte a questa vera e propria "trincea", l'ipotesi di un indulto differito – pur con tutte le criticità legate al rischio di un effetto "porte girevoli" in assenza di una rete territoriale adeguata – rappresenta oggi una potenziale, e forse inevitabile, valvola di sfogo per far respirare le sezioni e ripristinare i livelli minimi di sicurezza per chi vi opera in prima linea.
Tuttavia, la Confederazione Sindacati Penitenziari pone una condizione chiara e non negoziabile ai vertici del Governo e dell'Amministrazione Penitenziaria: qualsiasi provvedimento di svuotamento non deve trasformarsi nel pretesto per tagliare i fondi alla sicurezza. La deflazione temporanea dei numeri non deve diventare l'alibi per bloccare il piano di edilizia penitenziaria, né per rallentare l'indispensabile e urgente piano di assunzioni straordinarie di cui il Corpo ha vitale bisogno.
Chiediamo che contestualmente a qualsiasi misura deflattiva venga varato un vero e proprio "Pacchetto Sicurezza" che blindi gli organici e garantisca protocolli operativi chiari. Non accetteremo che il peso dei fallimenti del sistema ricada ancora una volta sulle spalle delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria.
Mimmo Nicotra Presidente CON.SI.PE.
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