SANTA MARIA CAPUA VETERE – "Un trattamento degradante che offende la dignità di chi serve lo Stato". Con queste parole la Segreteria Nazionale della Confederazione Sindacati Penitenziari (CON.SI.PE.) denuncia la gravissima situazione logistica in cui versa il personale di Polizia Penitenziaria del carcere di Santa Maria Capua Vetere.
A seguito della sospensione del servizio di Mensa Obbligatoria (M.O.S.), disposta dal Provveditorato Regionale della Campania lo scorso 21 gennaio, l’Amministrazione ha contestualmente interdetto l’accesso ai locali mensa. Il risultato è paradossale quanto umiliante: gli agenti impegnati nei turni serali e notturni sono costretti a consumare i pasti portati da casa all’interno delle proprie auto private, parcheggiate all’esterno della struttura, affrontando le rigide temperature invernali di questi giorni.
“È incomprensibile come, oltre al danno della mancata somministrazione dei pasti, si debba aggiungere la beffa di negare un luogo chiuso e riscaldato dove sedersi per una pausa dignitosa”, dichiara il Segretario Nazionale CON.SI.PE. Francesco De Curtis. “Parliamo di lavoratori che garantiscono la sicurezza dello Stato in contesti già critici e che oggi si vedono privati dei diritti minimi essenziali”.
Il sindacato ha inviato una nota urgente alla Direzione dell’istituto sammaritano e al Provveditore Regionale per la Campania, chiedendo:
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La riapertura immediata dei locali mensa, affinché siano utilizzati come aree ristoro riscaldate;
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L’estensione dell’orario dello spaccio/bar interno, per consentire l'acquisto di beni di prima necessità anche durante i turni serali.
“L’Amministrazione ha il dovere di tutelare l’integrità psicofisica dei propri dipendenti”, conclude De Curtis. “In assenza di un intervento risolutivo immediato, il CON.SI.PE. metterà in atto ogni forma di protesta consentita per restituire dignità e rispetto ai poliziotti penitenziari della Campania”.
Ufficio Stampa CON.SI.PE. Sito web: www.consipe.it
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