ROMA, 7 maggio 2026 – Non si arresta l'ondata di sdegno e mobilitazione che sta attraversando gli istituti penitenziari del Mezzogiorno, dove la Polizia Penitenziaria è scesa in piazza per denunciare un sistema ormai giunto al punto di rottura definitiva. Dopo i sit-in di Catania, Caltanissetta e Catanzaro, il Presidente del CON.SI.PE., Mimmo Nicotra, lancia un ultimatum al Governo e ai vertici del DAP, preannunciando che la protesta continuerà a risalire la penisola fino a coinvolgere l'intera nazione. Al centro della durissima nota sindacale vi è il silenzio assordante delle istituzioni di fronte a un sovraffollamento che ha superato ogni limite di ricettività e sicurezza. "Siamo diventati il bersaglio dei detenuti", denuncia Nicotra, evidenziando come la carenza di organico stia costringendo il personale a turni massacranti, che oscillano tra le 12 e le 17 ore consecutive, in un clima di violenza quotidiana che vede poliziotti terminare regolarmente il proprio servizio in ospedale. La gestione dei detenuti psichiatrici rimane la criticità più allarmante: con un numero di REMS assolutamente insufficiente — ne mancano ben 7 solo in Sicilia — e un servizio sanitario quasi assente, il peso della riabilitazione e del contenimento ricade interamente sulle spalle degli agenti, distogliendoli dai propri compiti istituzionali. Il CON.SI.PE. chiede certezze immediate al Capo del DAP Stefano Carmine De Michele, al Vice Capo Massimo Parisi e alla D.G. Rita Monica Russo per affrontare l'imminente stagione estiva, rifiutando categoricamente il ruolo di "vittime sacrificali" di un'amministrazione che impone lo smaltimento dei congedi a discapito della sicurezza pubblica. La richiesta è perentoria: dichiarazione dello stato di emergenza, revisione urgente delle piante organiche e investimenti massicci per sanare strutture fatiscenti, prima che il collasso delle carceri diventi un problema irreversibile di ordine pubblico
Condividi suCOMUNICATO STAMPA – Il Sud in fiamme: la protesta della Polizia Penitenziaria si estende in tutta Italia. Nicotra (CON.SI.PE.): “Basta silenzio dal Governo, non siamo carne da macello.”
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