ROMA, 22 maggio 2026 – "Il sistema penitenziario italiano è al collasso e non possiamo più tollerare il silenzio delle istituzioni. Non siamo carne da macello." Con queste parole Mimmo Nicotra, Presidente della Confederazione Sindacati Polizia Penitenziaria (CON.SI.PE.), traccia un bilancio durissimo di quattro anni di politiche governative, denunciando la profonda distanza tra gli annunci della politica e la drammatica realtà operativa vissuta ogni giorno all'interno dei penitenziari italiani.
I numeri certificano uno stato di emergenza permanente: a fronte di 46.318 posti reali disponibili, la popolazione detenuta ha raggiunto la quota record di 64.436 presenze, spingendo il tasso di sovraffollamento medio nazionale al 139,1%. Questa insostenibile pressione si scarica interamente sulle spalle del personale in divisa, con un incremento del 12,4% delle aggressioni ai danni degli agenti di Polizia Penitenziaria, trasformando intere sezioni detentive in vere e proprie zone di guerra.
"Il sacrificio quotidiano e i rischi personali degli agenti non possono continuare a fare da ammortizzatore alle ideologie del governo", dichiara Nicotra.
Sotto la lente del CON.SI.PE. finiscono i recenti provvedimenti del Ministero della Giustizia, a partire dall'introduzione del regolamento sulle strutture residenziali di accoglienza esterna (D.M. 128/2025). "Il Ministro Nordio non bluffi sulla certezza della pena: il modello assistenziale promosso dal Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità (DGMC) ha già ampiamente fallito", attacca il Presidente del sindacato. "La gestione fuori controllo degli istituti minorili e il monitoraggio solo formale degli uffici esterni dimostrano che, senza un effettivo rigore e senza adeguate misure di controllo, si finisce solo per alimentare nuove bombe a orologeria all'interno e all'esterno delle mura."
CON.SI.PE. contesta radicalmente la narrazione governativa in merito ai piani straordinari di potenziamento del Corpo. Dietro la propaganda delle assunzioni si nasconde un deficit strutturale irrisolto: tra l'ottobre del 2022 e l'agosto del 2025, l'aumento netto reale degli agenti in servizio è stato di appena 133 unità, poiché il turnover pensionistico ha quasi interamente azzerato i nuovi ingressi. "Mentre la popolazione detenuta è cresciuta di oltre 12.000 unità, il nostro organico è rimasto immobile. La realtà quotidiana è che un solo agente si trova spesso a dover gestire intere sezioni distribuite su più piani detentivi, con gravissimi rischi per la sicurezza."
Anche la gestione operativa delle criticità desta forti preoccupazioni. Sebbene l'istituzione di contingenti speciali di pronto intervento come il G.I.O. e il G.I.R. (D.M. 14 maggio 2024) rappresenti uno strumento utile per fronteggiare i disordini, la scelta dell'amministrazione di ridurre l'addestramento degli agenti a soli 4 mesi per accelerarne l'invio nei reparti caldi viene considerata un azzardo inaccettabile. "Mandare in prima linea giovani agenti senza una preparazione solida e approfondita mette a repentaglio la loro incolumità fisica in contesti ad altissima tensione."
CON.SI.PE. chiede al Governo un immediato cambio di rotta: la dichiarazione dello stato di emergenza per le carceri, la revisione straordinaria delle piante organiche e investimenti massicci per mettere in sicurezza strutture fatiscenti. È inoltre indispensabile una riorganizzazione complessiva del DAP prevedendo l'accorpamento del DGMC e riduca i privilegi burocratici, restituendo centralità ed efficienza alla catena di comando operativa nei reparti.
"La sicurezza non è un'opzione burocratica. Chiediamo risorse concrete e tutele reali per le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria, che non possono continuare a pagare il prezzo del sovraffollamento".
Mimmo Nicotra Presidente CON.SI.PE.cell 3289335733 – www.consipe.it
COMUNICATO STAMPA CARCERI AL COLLASSO, NICOTRA (CON.SI.PE.): “NORDIO NON BLUFFI SULLA CERTEZZA DELLA PENA, IL SACRIFICIO DELLA POLIZIA PENITENZIARIA NON È UN MODELLO GESTIONALE”
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