Colleghi,
il 24 aprile 2026 la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva la conversione in legge del "Decreto Sicurezza". Non si tratta solo di un aggiornamento normativo, ma di un cambiamento strutturale che impatta direttamente sulla nostra dignità professionale e operativa.
Il CON.SI.PE., da sempre in prima linea per la tutela del Corpo, ha analizzato i punti chiave di questo provvedimento che segna un punto di non ritorno su tre fronti fondamentali:
1. DIGNITÀ INVESTIGATIVA: Operazioni Sotto Copertura (Art. 15)
Finalmente lo Stato riconosce pienamente la capacità specialistica della Polizia Penitenziaria. Con l’estensione della disciplina sulle operazioni sotto copertura ai nostri nuclei investigativi, il Corpo esce definitivamente dal perimetro delle sole mura murarie per affermarsi come forza di polizia d'élite nel contrasto alla criminalità organizzata. È un riconoscimento che chiedevamo da tempo: non siamo solo custodi, siamo investigatori.
2. SCUDO LEGALE: Stop ai Processi Sommari (Artt. 12, 13, 14)
Basta con la gogna mediatica e giudiziaria per chi compie il proprio dovere. Grazie all’istituto dell’Annotazione Preliminare, il collega che agisce in presenza di cause di giustificazione (legittima difesa, uso legittimo delle armi) non vedrà più la propria carriera macchiata dall'iscrizione automatica nel registro degli indagati. Viene garantita inoltre l’assistenza legale gratuita sin dalla fase preliminare: lo Stato torna a fare lo Stato, proteggendo chi lo serve.
3. CARRIERA E ORGANICO: Procedure Straordinarie (Artt. 22, 23, 24)
Per far fronte alla carenza di organico e valorizzare l'esperienza maturata sul campo, sono state confermate:
- Procedure semplificate per l’accesso alla qualifica di Vice Sovrintendente (fino al 2025).
- Concorsi straordinari per soli titoli per la qualifica di Ispettore Superiore negli anni 2026 e 2027. Il CON.SI.PE. vigilerà affinché la riduzione della durata dei corsi di formazione (Art. 23) non diventi un alibi per diminuire la qualità della preparazione, ma sia uno strumento per dare respiro ai reparti in sofferenza.
4. RIGORE E ORDINE: Detenuti Stranieri (Art. 28)
Viene introdotto l’obbligo di cooperazione per i detenuti stranieri ai fini dell’identificazione. Chi non collabora perderà i benefici (liberazione anticipata) e vedrà aggravarsi il giudizio di pericolosità sociale. Un segnale chiaro: la disciplina e il rispetto delle istituzioni non sono opzionali.
LA NOSTRA POSIZIONE
Il CON.SI.PE. accoglie con favore queste innovazioni, ma resta vigile. Se da un lato le nuove norme ci danno strumenti più affilati, dall'altro aumentano le responsabilità. Non accetteremo che il potenziamento delle attività (come le operazioni undercover) avvenga senza un adeguato stanziamento di risorse e mezzi.
La nostra battaglia continua per garantire che ogni scatto di carriera e ogni nuova competenza siano accompagnati da un trattamento economico dignitoso e da condizioni di lavoro sicure.
Sempre al vostro fianco. Sempre per la Polizia Penitenziaria.
Roma, 25 Aprile 2026
Il Presidente
Mimmo Nicotra
presidenzaconsipe@gmail.comcell 3289335733
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