ROMA –03 ottobre 2026 – “Festeggiare la conclusione della rivolta di Pisa come un trionfo della mediazione è un insulto al buonsenso e ai cittadini onesti che pagano le tasse. Lo Stato ha assistito inerme per ore alla distruzione metodica di un’intera sezione detentiva, documentata persino in diretta streaming su TikTok, perdendo 50 preziosi posti letto nel bel mezzo di un’emergenza sovraffollamento senza precedenti. Questa non è gestione: è una resa fallimentare.”
Lo dichiara con fermezza Mimmo Nicotra, Presidente della Confederazione Sindacati Penitenziari (CON.SI.PE.), commentando gli eventi del carcere Don Bosco di Pisa.
“Cosa sarebbe successo a un Prefetto che, durante una manifestazione di piazza, consentisse ai manifestanti di devastare una città per ore senza far intervenire le forze dell’ordine con la giustificazione che ‘così nessuno si fa male’? Verrebbe rimosso all’istante. Nelle carceri invece si applaude a un’inerzia che viola l’art. 55 del codice di procedura penale, il quale impone alla Polizia Giudiziaria di impedire che i reati vengano portati a conseguenze ulteriori. La Polizia Penitenziaria e il G.I.R. erano pronti a fare il loro dovere con competenza e professionalità, ma sono stati bloccati mentre i rivoltosi sfasciavano beni pubblici.
Senza nulla togliere alle responsabilità locali, non si getti la croce addosso a una giovane direttrice lasciata sola in prima linea: pretendiamo di sapere dov’era il Provveditore Regionale e perché l’Amministrazione centrale non sia intervenuta tempestivamente con ordini chiari. Cedere a ore di ricatti mentre le carceri vengono distrutte lancia un messaggio devastante di debolezza dello Stato. Il CON.SI.PE. chiede al Ministro Nordio e ai vertici del DAP un’inchiesta amministrativa immediata sulla gestione dell’evento critico di Pisa.”
Domenico Nicotra
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