++ROMA/PALERMO/BOLOGNA – 29 marzo 2026++ Non c’è più tempo per i protocolli d’intesa e le passerelle inaugurali. I fatti di cronaca delle ultime ore e la situazione esplosiva in Sicilia confermano il fallimento totale della gestione della Giustizia Minorile e di Comunità. Il CON.SI.PE. (Confederazione Sindacati Penitenziari), per voce del suo Presidente Mimmo Nicotra, rompe gli indugi e chiede una riforma radicale del sistema.
L’evasione di due detenuti dall’IPM “Pratello” di Bologna è il risultato di una politica scellerata. "L’innalzamento dell’età per la permanenza nel circuito minorile fino ai 25 anni – dichiara Nicotra – sta trasformando gli istituti per minori in vere e proprie polveriere. È una follia pedagogica e di sicurezza far convivere ragazzini difficili con adulti già formati al crimine e spesso legati a dinamiche di banda. Il risultato? Aggressioni quotidiane e strutture che non reggono l’urto di una popolazione detentiva non più 'minorile' ma adulta a tutti gli effetti."
Mentre al Nord si evade, in Sicilia il Dipartimento (DGMC) gioca con i numeri e i decreti. "Denunciamo l'istituzione di Nuclei di Polizia Penitenziaria (NPP) che sono solo scatole vuote – attacca il Presidente CON.SI.PE. – Reparti istituiti sulla carta ma privi di personale, mentre gli istituti di Palermo, Catania, Acireale e Caltanissetta scoppiano con un sovraffollamento oltre il 135%. La Sicilia è diventata la 'terra di scarico' per i detenuti più problematici del resto d'Italia, gestiti da agenti stremati e abbandonati."
Davanti a questo scenario, il CON.SI.PE. avanza una richiesta formale al Ministro della Giustizia: la chiusura del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità (DGMC) e il ritorno di tutte le competenze sotto l'egida del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria (DAP).
"Il DGMC si è dimostrato un apparato burocratico distante anni luce dalla realtà operativa – spiega Nicotra – Serve un’unica catena di comando, un’unica gestione del personale e delle risorse. Non ha senso avere due dipartimenti separati quando la Polizia Penitenziaria è una sola e deve affrontare criticità identiche. Il ritorno al DAP garantirebbe una gestione più efficiente, una mobilità del personale più logica e una risposta di sicurezza unitaria."
Il CON.SI.PE. conferma lo stato di agitazione nazionale. Il primo atto di protesta si terrà il prossimo 3 aprile 2026, alle ore 11:00, davanti all'IPM di Palermo (via Francesco Cilea 28). Una delegazione sindacale manifesterà per denunciare il fallimento gestionale e per dire "basta" ai reparti fantasma e ai turni massacranti.
"Non accetteremo che i nostri colleghi continuino a fare da scudo umano a un sistema che ha perso la bussola. Se lo Stato non è in grado di garantire la sicurezza, noi la pretenderemo nelle piazze."
Mimmo Nicotra, Presidente CON.SI.PE.cell 3289335733
CARCERI MINORILI: DAL DISASTRO DI BOLOGNA AL BLUFF DELLA SICILIA. IL CON.SI.PE. PROCLAMA LO STATO DI AGITAZIONE: “CHIUDERE IL DGMC E TORNARE SOTTO IL DAP”
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