Un gruppo di detenuti ha deliberatamente devastato una sezione, distruggendo celle, telecamere e l'intero impianto di illuminazione, costringendo il personale di Polizia Penitenziaria a intervenire in condizioni di buio totale e di altissimo rischio. L'operazione, conclusasi con agenti contusi, rappresenta un attacco premeditato alla sicurezza dell'istituto, che palesa l'inaccettabile vulnerabilità delle infrastrutture e la cronica tendenza a scaricare sul personale le conseguenze di disfunzioni gestionali, in palese violazione di ogni norma sulla sicurezza. Pertanto, questa Confederazione esige l'immediato trasferimento e la sanzione esemplare dei detenuti responsabili. Si impone, inoltre, una verifica tecnica urgente dei sistemi di sicurezza dell’istituto in questione.
In assenza di un Vostro concreto e tempestivo riscontro, il CON.SI.PE intensificherà le azioni di protesta a tutti i livelli per tutelare la sicurezza e la dignità del personale che rappresenta.
la Confederazione Sindacati Penitenziari (CONSIPE) si rivolge a Voi con profonda preoccupazione e crescente indignazione per la situazione insostenibile che sta vivendo il personale della Polizia Penitenziaria, a causa dei persistenti e inaccettabili ritardi nell'erogazione degli aumenti salariali e degli arretrati relativi al contratto per il triennio 2022-2024. Nonostante l'accordo contrattuale sia stato formalmente sottoscritto il 18 dicembre 2024 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale (DPR 53/2025) nell'aprile 2025, con entrata in vigore il 3 maggio 2025, la realtà dei fatti è che il personale attende ancora quanto dovuto. Le iniziali aspettative di pagamenti a maggio sono state in gran parte disattese, con continue promesse di erogazioni posticipate a giugno o addirittura luglio. Questa dilazione sta generando una diffusa frustrazione e una profonda sfiducia tra le donne e gli uomini in divisa, minando il loro morale e la loro stabilità finanziaria. La causa principale di questi ritardi è chiaramente attribuibile alle croniche inefficienze del sistema NoiPA, la piattaforma centralizzata che gestisce i pagamenti della Pubblica Amministrazione. Non si tratta più di semplici inconvenienti tecnici, ma di un problema sistemico che richiede un intervento radicale. Apprezziamo le dichiarazioni del Ministro PIANTEDOSI, che ha minacciato di "recedere dal contratto" con NoiPA se i problemi persisteranno. CONSIPE
sostiene con forza la necessità di un'alternativa concreta e immediata. È impensabile che un sistema così cruciale continui a operare con tali disfunzioni, quando esiste già un modello efficiente e autonomo, come quello utilizzato dall'Arma dei Carabinieri. Chiediamo che si valuti seriamente e si proceda con urgenza all'implementazione di un sistema di gestione stipendiale autonomo anche per la Polizia Penitenziaria. CONSIPE esige azioni immediate e risolutive per porre fine a questa situazione di disagio. Chiediamo un tavolo tecnico urgente con i Ministeri competenti per affrontare congiuntamente le problematiche di NoiPA e definire un percorso chiaro per l'adozione di un sistema di pagamento autonomo, oltre a garantire la piena e tempestiva attuazione di tutte le disposizioni contrattuali.
Il personale della Polizia Penitenziaria merita rispetto e la certezza di ricevere quanto gli spetta, senza ulteriori ritardi o incertezze.
Per il vicepresidente CON.SI.PE. Luigi Castaldo oggi a causa di disfunzioni e criticità organizzative, di certo non addebitabili al Corpo di Polizia Penitenziaria, è bastato il minimo pretesto ed è partita la rivolta che solo grazie all’alta professionalità dei pochi poliziotti penitenziari presenti, si è evitato il peggio.
La confederazione sindacale "CON,SI.PE." segnala gravi criticità in una struttura penitenziaria, che ospita il maggior numero di detenuti del Paese. La struttura soffre di carenze di personale, con circa 200 unità mancanti, e di risorse strumentali, mentre diverse aree necessitano di ristrutturazione urgente. La sicurezza è compromessa, e il personale è sovraccaricato, costretto a turni eccessivi e a operare in condizioni precarie. L'area sanitaria è gravemente deficitaria. La confederazione denuncia la scarsa collaborazione delle autorità e segnala episodi di disorganizzazione che mettono a rischio l'ordine e la sicurezza, auspicando un confronto immediato.