ROMA, 24 LUGLIO 2026 – "Assistiamo in queste ore all'ennesimo show mediatico sulla pelle delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria. Le richieste di condanna formulate dalla Procura per i fatti di Santa Maria Capua Vetere — con cifre che sfiorano i ventuno anni di reclusione per chi serviva lo Stato — vengono scambiate da talune associazioni come Antigone per verdetti già scritti e motivi di giubilo. *Esultare di fronte a Requisitorie dell'accusa prima ancora che le Difese abbiano potuto formulare le proprie arringhe e prima che un Giudice Terzo si sia espresso, qualifica perfettamente la natura ideologica di certi interventi."*
A dichiararlo è Mimmo Nicotra, Presidente della Confederazione Sindacati Penitenziari (CON.SI.PE.).
"C'è chi dimentica troppo in fretta il contesto in cui l'Italia intera e le carceri versavano nell'aprile del 2020," prosegue Nicotra. "Quel periodo drammatico, segnato da rivolte sanguinarie, devastazioni e un clima di anarchia generale, è stato il frutto del totale e colpevole abbandono gestionale da parte dei vertici politici e amministrativi dell'epoca. Lo Stato, dopo aver lasciato i propri Reparti al fronte senza direttive chiare, senza equipaggiamenti adeguati e senza copertura, ha scelto la via più comoda: scaricare l'intero peso penale e morale sulle spalle del personale in divisa e della catena di comando locale."
"Nessuno chiede impunità," sottolinea il Presidente del CON.SI.PE., "ma chiediamo con forza il rispetto della presunzione di innocenza, principio cardine della nostra Costituzione che qualcuno vorrebbe calpestare in nome di una giustizia spettacolo. La verità si forma in dibattimento, non negli esposti delle ONG né nelle aule giornalistiche. Confidiamo pienamente nel Collegio Giudicante, certi che saprà scindere le responsabilità reali dalle prospettazioni dell'accusa e dalle ricostruzioni di comodo."
"Il CON.SI.PE. non permetterà che la Polizia Penitenziaria diventi il capro espiatorio delle inefficienze di un Sistema che prima manda i suoi uomini al massacro nell'emergenza e poi li abbandona alla gogna," conclude Nicotra.
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