| 📁 Categoria | Comunicati Stampa |
| 📅 Data | 22/07/2026 |
La scrivente Confederazione Sindacati Penitenziari (CON.SI.PE.) segue con estrema attenzione le dinamiche interpretative e le interlocuzioni in corso relative all’applicazione dell’articolo 24, comma 7, del Decreto-Legge 24 febbraio 2026, n. 23, disposizione che sancisce un principio di netta ed inequivocabile equità: il computo per intero della durata legale del corso di studi universitari agli effetti della determinazione dello stipendio del personale per la cui assunzione è richiesta la laurea.
Siamo perfettamente a conoscenza della recente nota inviata da codesta Direzione Generale (m_dg.GDAP.21/07/2026.0337065.U), con la quale si partecipa il coinvolgimento dell’Ispettorato Generale per gli Ordinamenti del Personale e l’analisi dei costi del lavoro pubblico (I.G.O.P.) per la valutazione della materia.
A riguardo, corre l’obbligo di evidenziare che il dato normativo è di una chiarezza disarmante: il legislatore ha legato il beneficio stipendiale al requisito del titolo di studio richiesto per l’accesso, e non all’appartenenza formale ad un singolo ruolo.
Pretendere di limitare la portata di una norma primaria o di dilazionarne l’efficacia in attesa di pareri che rischiano di trasformarsi in lungaggini burocratiche significa generare una palese ed ingiustificata disparità di trattamento a danno del personale avente diritto, oltre ad esporre l’Amministrazione a un contenzioso seriale da noi non auspicato.
Il ricalcolo dell’anzianità economico-stipendiale e il conseguente raggiungimento anticipato delle soglie di progressione economica e dei relativi arretrati rappresentano un diritto esigibile che attiene alla dignità professionale del personale interessato.
Per tali motivi, la CON.SI.PE. invita codesta Direzione Generale a emanare con urgenza una direttiva interpretativa chiara che riconosca l’applicabilità della norma a tutto il personale della Polizia Penitenziaria per il cui accesso sia prescritta la laurea, evitando che i tempi della burocrazia finanziaria ricadano sui diritti dei lavoratori.
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