Lettera della Confederazione Sindacati Penitenziari al Sottosegretario alla Giustizia e al Capo del DAP: «Ruoli intermedi scoperti fino al 30%. Con oltre 60.000 detenuti e continue aggressioni non si può più attendere».
Roma, 18 settembre 2026 – Fare piena chiarezza sui tempi del nuovo concorso per 400 Vice Ispettori della Polizia Penitenziaria ed emanare senza ulteriori indugi i decreti ministeriali attuativi sui requisiti di accesso e sulle classi di laurea. È questa la richiesta formale che la CON.SI.PE. (Confederazione Sindacati Penitenziari) ha indirizzato con una nota urgente al Sottosegretario di Stato alla Giustizia, Sen. Alberto Balboni, e per conoscenza al Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. L’organizzazione sindacale richiama con forza l’attenzione su una criticità non più sostenibile negli istituti penitenziari italiani, dove la carenza organica nelle qualifiche intermedie e di coordinamento supera ormai stabilmente la soglia del 20-30%, privando i reparti di figure essenziali per la gestione operativa e l’ordine interno.
«Non possiamo più tollerare una situazione di stallo mentre le carceri continuano a reggere l’urto di una popolazione detenuta che supera le 60.000 presenze e di un’escalation intollerabile di eventi critici e aggressioni ai danni del personale – dichiara Mimmo Nicotra, Presidente Nazionale della CON.SI.PE. –. Mentre altri Corpi di Polizia programmano con regolarità l’avvicendamento del personale e investono con decisione sui quadri intermedi, la Polizia Penitenziaria sconta ritardi burocratici incomprensibili che mettono a repentaglio l’efficienza della catena di comando e la stessa incolumità fisica dei lavoratori».
Al centro della rimostranza sindacale vi è il mancato perfezionamento dell’iter attuativo del decreto-legge 23 del 2026, convertito con modificazioni dalla legge 54 del 2026. Un intervento normativo che ha opportunamente ridotto a un solo anno la durata del corso di formazione per accelerare l’immissione in servizio dei nuovi quadri, ma che rischia di restare lettera morta a causa dell’inerzia nell’adozione degli schemi di decreto ministeriale. Sul punto, la CON.SI.PE. sollecita l’Amministrazione a sciogliere rapidamente il nodo delle classi di laurea e delle modalità selettive, a garantire in modo rigoroso e inequivocabile la riserva di un sesto dei posti banditi a favore del personale già appartenente al Corpo per valorizzarne l’esperienza maturata sul campo, e a definire un cronoprogramma certo e attendibile che fissi date precise per la pubblicazione del bando e l’avvio delle prove concorsuali.
«Abbiamo investito direttamente il Sottosegretario Balboni affinché si faccia promotore di un intervento risolutivo presso l’Amministrazione – conclude il Presidente Nicotra –. La sicurezza delle carceri e la dignità professionale dei poliziotti penitenziari non possono rimanere subordinate alle lungaggini burocratiche. Confidiamo in un riscontro immediato e tangibile, pronti in caso contrario ad assumere ogni opportuna iniziativa a tutela della categoria».
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